TORNA LA ZONA ROSSA, SALTA IL MERCATO DI PIAZZA GARIBALDI E CHIUDONO I NEGOZI

La decisione del TAR Abruzzo di sospendere l’ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio che riportava l’Abruzzo da Zona Rossa a Zona Arancione crea delle pesanti ripercussioni anche su Sulmona. La prima e immediata è che il mercato di piazza Garibaldi tornerà in modalità ridotto, ci saranno solo gli ambulanti che vendono generi di prima necessità come alimentari, frutta. Chiudono tutti i negozi, fatta eccezione per i supermercati, beni alimentari e di necessità. Restano aperte edicole, tabaccherie, farmacie, parafarmacie, lavanderie, parrucchieri e barbieri. Chiusi i centri estetici. È consentita svolgere attività motoria nei pressi della propria abitazione e attività sportiva solo all’aperto in forma individuale. L’asporto è consentito fino alle ore 22. E tutto questo per un solo giorno perché il presidente Marsilio ha annunciato che con una telefonata il ministro della Sanità Speranza, gli ha garantito il ritorno dell’Abruzzo in zona arancione già da domenica. Insomma un bel caos provocato dai pasticci provocati dalla burocrazia amministrativa che riesce solo a complicare la vita ai cittadini, è stato il commento di Marsilio.  “Non si tratta di burocrazia, è Marsilio che non ha rispettato le regole”, hanno replicato seccamente fonti di governo. “Il Tar ha messo ordine e questa vicenda che si chiude con un messaggio chiaro: nessuno arbitrariamente può modificare le diverse fasce”. In serata è intervenuto il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, che ha invitato ad abbassare i toni. “Con la sentenza del Tar Abruzzo – ha detto – è stato rispristinato il principio della tutela prioritaria della salute. È necessario sempre lavorare insieme, soprattutto quando si devono prendere decisioni che impattano sulla tutela della salute dei cittadini; è necessario sempre rispettare le regole comuni. Il governo è sempre stato, e continuerà ad essere, al fianco dei cittadini abruzzesi. Non è tempo di polemiche ma di riprendere con il Presidente Marsilio un lavoro comune”. Il dispositivo della sentenza del Tar è chiaro: l’ordinanza deve essere sospesa perchè una Regione non può adottare in questa materia provvedimenti più blandi di quelli del Governo. “In presenza di specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario, le Regioni – ha sentenziato il Tribunale – possono autonomamente adottare provvedimenti derogatori solo in senso più restrittivo mentre gli eventuali ampliamenti migliorativi avrebbero presupposto il formale atto d’intesa con il Ministero della Salute. Nel caso in esame, in assenza dei presupposti di legge, è stato adottato un provvedimento ampliativo delle possibilità di interazioni fisiche tra le persone senza che fosse conseguito il prescritto atto d’intesa con il Ministero della Salute”. 

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