L’ITALIA SIAMO NOI

Da ieri mi accompagnano le parole di un video mandato in onda dalla Rai, in cui Francesco De Gregori canta “La storia siamo noi”.

Con lui, in un duetto emozionato ed emozionante, Marco Tardelli e Paolo Rossi.

Eh sì, perché ieri è stato il giorno del commiato, del saluto a Pablito: un pezzo di storia che si stacca dal mosaico delle glorie terrene per restare, siamo certi, in quella nicchia di glorie eterne che non ci lasceranno mai.

In verità non ho vissuto, per questioni anagrafiche, il mito dei Mondiali ’82.

Paolo Rossi è un racconto per me, una emozione tramandata che, purtroppo, non mi appartiene.

Questo mi ha portata a farmi una domanda: cosa resterà dei nostri anni?

Quelli della generazione post anni Ottanta, quelli dell’ultima generazione con un piede nel passato e l’altro nel futuro.

Quelli dell’ultima generazione che sa cosa sia un floppy disk e cosa sia un meeting su Zoom.

Quelli della generazione fortunata, mi piace pensare.

Cosa lasceremo, noi generazione del mezzo, ai nostri figli?

A volte mi chiedo se siamo stati tutti fagocitati da questi tempi moderni, in costante corsa, in costante evoluzione, in perenne aggiornamento.

Da un momento non precisato in poi, non abbiamo più avuto tempo di fermarci, di creare, di focalizzarci su noi stessi, di respirare.

E la genialità, l’estro, le potenzialità di ognuno di noi sono state, per così dire, contratte, in attesa di una lentezza necessaria.

Questo 2020 è un anno maledetto: è inutile girarci intorno.

Lo vedo nitidamente così: come un maleficio, che ci ha portato via tanto e anche quei simboli di un tempo che sapeva farci sognare.

Mi piace credere e voglio aggrapparmi alla fievole speranza di vedere una piccola luce in fondo al tunnel, ancora lontana ma nitida.

Mi piace credere che questo anno che ci ha strappati alla nostra quotidianità ci abbia almeno restituito il senso delle cose, che solo quando perdute acquistano la loro reale importanza.

Mi piace credere che questo anno fatto di solitudini e sofferenza ci abbia almeno spinti a guardarci dentro e a lottare per trovare una risposta a quelle domande e per alzare anche noi le braccia al cielo in segno di una grande e meritata VITTORIA.

GDM

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