UNA REGIONE SENZA RAGIONE

Se la politica fosse un viaggio e ciascun ente fosse un mezzo di trasporto, di certo il DEFR, il documento di economia e finanza regionale, sarebbe la mappa della “nave” Regione, ossia la rappresentazione grafica del viaggio.

Sì, perché il documento di economia e finanza riporta gli obiettivi della manovra economica ed è il principale strumento attraverso il quale viene manifestata la previsione del Governo, in sintesi ci dice dove l’Ammiraglio vuole condurre la sua nave.

Allora non possiamo essere stupiti se leggendo quelle pagine, sulle quali avremmo voluto trovare l’indicazione per raggiungere il Tesoro, veniamo colti da veri e propri sentimenti di sconforto. Sì, perché in quella moltitudine di capitoli nulla viene scritto con il cuore, nessun obiettivo strategico, nessuna visione, nessuna soluzione ai problemi antichi e nuovi della nostra regione. Pagine e pagine scritte ad uso e consumo di burocrati annoiati.

Vuoto totale sulle aree interne, sulla risistemazione del territorio, sulle azioni per riequilibrare le diverse aree della regione, sui collegamenti strategici, su sport, cultura e turismo. Nemmeno una parola spesa sulla riorganizzazione dei nuclei industriali, sulla valorizzazione dei parchi e, cosa ancora più grave, niente previsioni e soluzioni d’anticipo sul contenimento della pandemia. Non c’è nemmeno uno straccio di soluzione su come accelerare l’utilizzo dei fondi strutturali dopo essere finiti sui giornali come una delle regioni più lente (penultimi secondo i dati dell’Agenzia per la Coesione), cosa che ci fa preoccupare anche per l’utilizzo del recovery fund.

Un documento che evidenzia che Marsilio non sa dove vuole andare, non sceglie quali sono gli obiettivi prioritari, non cerca di affrontare in maniera decisa i problemi, non sa quale rotta seguire, limitandosi a lasciarsi trasportare dal vento del Masterplan programmato dalla giunta D’Alfonso.

Insomma Marsilio sembra navigare a vista. Ma per navigare a vista bisogna conoscere a memoria la nave che si guida e la rotta, soprattutto quando si naviga con il mare mosso come in questo momento. Bisogna seguire le ragioni del cuore, perché l’Abruzzo o lo si ama o difficilmente lo si governa bene. La nostra preoccupazione è che, in questo momento, viaggiamo su una nave guidati da un condottiero, venuto da Roma, che non conosce ed ha dimostrato di non amare la nostra regione. Dante avrebbe detto che siamo una “Nave senza nocchiere in gran tempesta”.

I candidati vanno scelti dalle comunità amministrate e non devono mai essere imposti da Roma. Un monito che vale anche per la nostra Sulmona.

Barbato da Sulmona

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