L’ETERNA INCOMPIUTA DELLA POLIZIA LOCALE

Dal pensionamento dell’allora comandante, Gianni Febbo, avvenuto nel lontano 2006, la situazione della polizia locale mostra continui e costanti segni di effervescenza, dovuti al malcontento degli operatori ed alle continue attenzioni da parte del consiglio comunale. Questo senza dimenticare le numerose vertenze in materia di lavoro intraprese dall’ex comandante Litigante che sono costate, sino ad ora, ai cittadini sulmonesi più di 400mila euro. In momenti difficili come quelli che stiamo vivendo, appare di fondamentale importanza gestire le risorse pubbliche in maniera corretta e ponderata. Ma a Sulmona, per la polizia locale, così non è stato. Infatti l’incarico conferito, con decreto del sindaco di Sulmona n. 46 del 17/10/2019, al capitano Mercurio, con promozione al grado di maggiore per diciotto mesi, è in aperto contrasto con la legge regionale n. 42/2013 che prescrive, all’art. 5 comma 6, la possibilità di conferire un siffatto incarico per un massimo di sei mesi. Chi pagherà gli eventuali danni in caso di illegittimità dell’incarico? Chi risponderà dell’eventuale esborso di somme per le mansioni superiori che il capitano Mercurio, potendosi fregiare del comando, può rivendicare? La vicenda appare del tutto simile a quella dell’ex comandante Litigante che sembra non aver fatto scuola e non aver insegnato nulla. Speriamo non si continui a sbagliare anche per il futuro. Il posto di comandante ed il grado di maggiore, infatti, possono essere attribuiti solo attraverso le modalità tassativamente previste dalla legge, ovvero tramite concorso pubblico e non possono essere conferiti stabilmente a chi ricopre temporaneamente, e per un massimo di sei mesi, il posto vacante. Lo stesso articolo 5, comma 2, della legge regionale Abruzzo 42/2013 stabilisce che il comandante della polizia locale, nell’ambito dell’ente di appartenenza, deve sempre rivestire la qualifica apicale e, pertanto, come chiarito da diverse circolari della Funzione Pubblica, deve essere in possesso dei titoli di studio per ricoprire quella posizione, titolo di studio che non risulterebbe in capo, attualmente, al capitano Mercurio. Secondo un parere ANAC, espresso con delibera n. 401, del 29/04/2020 e recepito con nota prot. N. RA 0142302/20 della giunta regionale Abruzzo “in un ente con dirigenza il comandante non potrà che essere un dirigente, risultando contraria a legge ogni differente impostazione e denominazione come “comandante” del funzionario di categoria “D”, con la conseguenza che per la partecipazione alla procedura selettiva dovrà essere previsto il diploma di laurea tra i requisiti di ammissibilità. Questa vicenda rappresenta un vero e proprio guazzabuglio che potrebbe generare diversi problemi all’Ente a causa di una serie di decisioni poco accorte del sindaco Casini. Per risolvere la situazione ed evitare di creare un nuovo enorme debito, rispettando le leggi vigenti, è necessario bandire, al più presto, un regolare concorso in modo da avere, nel più breve tempo possibile, finalmente, un comandante legittimo e legittimato.

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