PAZIENTI NELLA BUFERA DEL TRASPORTO OSPEDALIERO

Non può e non deve rimanere inosservata la notizia diffusa nei giorni scorsi di un elisoccorso impegnato nel trasporto di una paziente colta da infarto verso il nosocomio dell’Aquila che a causa delle avverse condizioni climatiche, nella fattispecie il gelo, è stato costretto a atterrare a Pettorano sul Gizio per consentire alla paziente di salire in un’ambulanza e raggiungere il nosocomio. Non è la prima volta che le cronache ci consegnano la notizia di problemi relativi al trasporto di pazienti che in più occasioni dovevano aprire delle riflessioni sull’opportunità di rivalutare i criteri per la classificazione degli ospedali, tenuto conto proprio della morfologia dei territori. Eclatante fu il caso di un paziente che a metà strada tra Castel di Sangro e Sulmona fu costretto a cambiare ambulanza nel bel mezzo della strada e di sera per permettere all’ambulanza proveniente da Castel di Sangro di tornare in sede. Più recente il caso di un paziente che in attesa di un’ambulanza già impegnata in altri soccorsi fu trasportato dai suoi concittadini su una tavola da panettiere che è stata adibita per l’occasione a barella. La sensazione di noi cittadini è quella della precarietà di un sistema che da un lato continua a togliere servizi per accentrarli in altri nosocomi e dall’altro non potenzia il sistema di trasporto ospedaliero. Alla luce dei fatti è legittimo per noi, che siamo qui sperando di non aver bisogno di un soccorso, pensare che sia ingiusto che gli ospedali montani a rischio di isolamento siano depotenziati proprio per scelta politica. Per noi tutti l’augurio che la politica faccia proprie le argomentazioni sui problemi della sanità sul territorio conducendo battaglie per il sacrosanto diritto ad ottenere un sistema sanitario completo ed efficiente. Una cosa è certa che quando finirà l’accorpamento dei reparti e si concluderà la trasformazione delle unità operative non ci sarà più tempo per nessuna battaglia. Concludo affermando che se in passato qualcuno ha pensato di darci un ospedale forse ci sarà un perché.

Avv. Catia Puglielli

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Un Commento su “PAZIENTI NELLA BUFERA DEL TRASPORTO OSPEDALIERO

  1. Tutto il sistema sanitario abruzzese è un disastro. Una persona di 91 anni non è aiutata în nessun modo: non si sa come trasportarla all’ospedale, i medici la trattano con indiferenza e disprezzo usando espressioni di tipo: ” che vuoi? Ha 91 anni”. Nessun rispetto per l’aspetto umano. Quando si tratta di prendere una decisione, si contraddicono, ci prendono per stupidi e noi non sappiamo cosa fare. Domani dovrei portare un persona di 91 anni alla fisioterapia, all’ospedale di Sulmona. Non abbiamo macchina ed anche se l’ospedale şi trova di fronte a noi, non sappiamo a chi rivolgerci. L’ambulanza, per un viaggio che dura tre minuti, si prende cinquanta euro. Ma che dobbiamo fare? Morire tutti?

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