SHOAH: A SULMONA UNA LAPIDE E UN ULIVO PER RICORDARE IL QUESTORE PALATUCCI

Una lastra in pietra con su incisa un’iscrizione commemorativa e un albero di ulivo che sarà piantato nell’area verde davanti alla sede del commissariato in via Sallustio. Si svolgerà domani giovedì 11 febbraio alle 9.30 una breve e semplice cerimonia con cui l’amministrazione comunale ricorderà Giovanni Palatucci, reggente della Questura di Fiume che salvò migliaia di ebrei, morendo di stenti nel campo di sterminio di Dachau il 10 febbraio 1945. “In occasione del 76esimo anniversario della scomparsa, così come in diverse città italiane, su invito del Questore dell’Aquila Gennaro Capoluogo, abbiamo voluto onorare – afferma il sindaco Annamaria Casini – la memoria del valoroso dirigente di Polizia, insignito della Medaglia d’Oro al merito civile, riconosciuto Giusto tra le Nazioni per il sacrificio compiuto salvando vite umane, con coraggio. Sulmona, città dal glorioso passato, che conosce bene i valori della solidarietà, della dignità e del sacrificio, sarà onorata di omaggiare il ricordo di un uomo così valoroso, affinché le nuove generazioni non dimentichino le gesta di chi ha sacrificato la propria vita per salvarne migliaia”.  All’evento di commemorazione, nel rispetto delle misure restrittive anti-Covid, saranno presenti il sindaco Annamaria Casini,  il dirigente del commissariato di polizia Antonio Scialdone e il vescovo Michele Fusco.

Il sindaco Casini esprime un ricordo anche per i massacri delle Foibe:

“Contro ogni forma di violenza. Nel “Giorno del Ricordo”, è nostro dovere onorare la memoria delle vittime dei massacri delle Foibe e dell’esodo giuliano dalmata, rompendo quel silenzio che per anni ha celato la tragedia nel dimenticatoio. Una pagina buia della storia che costò la vita a tanti innocenti costringendo migliaia di italiani alla fuga, negli anni del secondo conflitto mondiale e del dopoguerra. Ricordare il passato, anche quello fatto di errori e orrori, è importante affinché possa insegnare, soprattutto alle nuove generazioni, a costruire un futuro libero da divisioni, da sofferenze, odio e fondato sulla pace, sulla dignità, sulla democrazia e sul rispetto della vita umana. Non possiamo cancellare drammi che costarono la vita di migliaia di persone, ma dobbiamo tenere viva la memoria che contribuisce a guardare avanti con fiducia, auspicando che tali tragedie non si ripetano mai più.”

         

 

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