SBIC SULLA CHIUSURA DEL CENTRO GIOVANI: I NEMICI DELLA CITTA’ SONO ALTRI

“Ebbene sì, il Comune ha deciso di fare il deserto, di estirpare qualsiasi forma di vita aggregata, in combutta con il Covid-19. La città che è esistita non c’è più. Il Centro giovani che pure resisteva è stato chiuso, smantellato Senza un preavviso, senza un saluto. Scrive il responsabile Antonio Franciosa, con la sola maleducazione di una funzionaria comunale che appella i frequentatori del Centro giovani come nemici del Comune”. E’ quanto afferma Sbic che, in merito alla chiusura del Centro giovani, ritiene che “i nemici della città sono altri. E’ il Comune stesso che fa di tutto per spegnere qualsiasi ipotesi sociale e culturale. Ha perfettamente ragione Franco Del Monte, già funzionario comunale, che interviene ricordando che quando il Centro giovani nacque fra i rischi individuabili per la stabilizzazione del centro all’epoca si paventava il non riconoscimento da parte delle scuole, comunità e associazioni giovanili. Mai nessuno avrebbe potuto ipotizzare che potesse essere proprio il Comune di Sulmona a smantellarlo”. Per Sbic si tratta di considerazioni vere e amare “che peraltro vanno messe in relazione, come aggiunge sempre Del Monte, alla disattenzione verso tutta una serie di cose che si facevano e che non si fanno più. Che ne rimane di Sulmona città dei bambini, del grest estivo, dei centri diurni, del Crearteatro, del centro di educazione ambientale Barrasso, del pronto intervento per minori Cipa, dell’affido familiare, dei centri polivalenti delle frazioni? Ma noi – conclude il movimento – non ci faremo deprimere da questi quattro imbonitori della politica politicante, anche i cittadini dovranno mettere mano alla determinazione di riportare Sulmona alle condizioni in cui è stata prima di questo deserto”.

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