IL MITICO DONATO, SUPER TIFOSO DEL SULMONA

Il super tifoso Donato De Luca rimarrà per sempre nella storia del Sulmona Calcio. Non perdeva mai una partita in casa dei biancorossi e guai a farlo arrabbiare se un giocatore avversario commetteva un fallo o se l’arbitro commetteva un errore. Mitiche le sue frasi all’indirizzo di chi gli capitava a tiro. Proviamo a ricordarne qualcuna:

“T puozza pija na paralisi originale”; “Figlio di una ballerina senza mutande”; “Arbitro sei figlio di una società per azioni”; “Figlio di un reggimento di soldati”; “A te e tutt la lega d Firenz”; “Tagliat i capill zuzzò che in mezz alla foresta ci stanno gli animali”; “Allenatò toji lu 10 e mitt du da 5 cuscì juchemm c un de chjiù”; “Arbitro sci baciat la famiglia prima di venì a Sulmona”; “Arbitro sci nu coltivatore indiretto”; “Arbitro, sce nu cuorv nire, possa struje ma na cannela”; “A te manch’ lu Coges ti si piglia, sei un rifiuto tossico”; “Che tiniss na caiola spiccia?”; “Te puozza pià na parals alla bocca quand fisch contr de no”; “Arbitro sei da circolo”.

Donato era conosciuto da tutti gli arbitri abruzzesi che prima di ogni partita cercavano di riconoscerlo in tribuna ed al termine ripartivano con un’enciclopedia di male parole. Tutti hanno un simpatico ricordo di lui perché riusciva a far sorridere ognuno con i suoi toni all’indirizzo soprattutto del direttore di gara o della Giacchettané (Giacchetta nera – cit Donato).

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