IL RISVEGLIO DEL CANIGLIA

Un venerdì dal risveglio primaverile, una rinascita dalle mille sfumature, come quella dello stupendo Teatro Maria Caniglia di Sulmona. Ad ospitarmi oggi, direttamente nel suo moderno studio, il direttore artistico e project manager del progetto “Teatro Maria Caniglia – Teatro di produzione” Patrizio Maria D’Artista. Compositore, autore, produttore e presidente dell’associazione culturale Meta Produzioni. Quasi coetanei, abbiamo cominciato il nostro incontro, ricordando i tempi dei “Keen” quando da adolescente assistetti a un paio dei loro live. Il periodo dei Rota Temporis, della Giostra Cavalleresca e di tutto quello che ne è stato dei nostri sogni da giovani sulmonesi, di come sia drasticamente cambiato l’approccio al futuro da parte dei giovani di oggi e di come si può arrivare alla consapevolezza che “nessuno può rappresentarsi meglio di sé stessi”. Patrizio, diplomato in contemporary writing and production al Consevatorio “D’Annunzio” di Pescara, specializzato in musica da film presso quello di Verona “E.F. Dall’Abaco”, un master in “Imprenditoria dello spettacolo” a Bologna e ha studiato produzione discografica Pop Akademie in Germania, ha prodotto, nel corso del suo percorso, eventi, spettacoli, colonne sonore, dischi, lavorato nei più bei teatri italiani, ha vinto premi e riconoscimenti. Ha lavorato e lavora a stretto contatto con grandi nomi italiani e stranieri come Amelia Brightam, Daniele Pecci, Gigi Proietti, Daniele Salvo, Maddalena Crippa, Brendan Cleary e tanti altri collaborando anche con la rete televisiva Mediaset come compositore. L’idea di dare un nuovo slancio al Teatro di Sulmona fu la sua tesi di specializzazione, ha studiato ogni dettaglio al fine di poter contribuire ad estendere la capacità produttiva del gioiello sulmonese. Patrizio e il suo team, Pasquale di Giannantonio, Sara Di Sciullo, Carlo Liberatore, Stefania Bonitatibus, Giorgia Mazzotta e Stefania Di Paolo portano avanti con grande passione e professionalità un’idea nuova di teatro in un momento davvero complesso. Un teatro operativo 360 giorni l’anno. “I pubblici vanno recuperati! Bisogna far capire ai giovani che il teatro è il centro della democrazia da sempre. L’esperienza del teatro deve condurre a delle reazioni emotive, deve stimolare e dovrà essere una casa, un luogo di rifugio, di protezione per i giovani artisti”. Un progetto e una scelta non semplice in tempi normali figuriamoci in questo periodo così drammaticamente colpito come quello di oggi dal Covid, cosa ha comportato questo? “Il Covid-19 ha cambiato le regole del gioco, oggi non possiamo fare altro che costruire il presente, giorno dopo giorno è una battaglia logorante questa. Stiamo portando avanti incontri online, coltiviamo quotidianamente il rapporto con il pubblico di affezionati e dei fruitori delle pagine social, abbiamo lanciato il sito internet ufficiale del teatro ed abbiamo presentato uno spettacolo in streaming che ha avuto un buon riscontro. Per la prossima estate porteremo il teatro all’aperto, tra i cortili, i parchi e siti archeologici. A fine stagione in programma una nuova co-produzione, corsi di teatro per giovani ed adulti. Tutti gli introiti di questa gestione saranno reinvestiti nel territorio, nei servizi e nella produzione. Puntiamo a far crescere la nostra terra, che possa essere un teatro che faccia girare l’economia locale. È possibile e bisogna crederci. ”Sono otto le associazioni che attualmente lavorano insieme al progetto, “Caniglia in Rete”, un movimento di artisti, professionisti, persone ed amanti del teatro legati alle proprie radici che coraggiosamente s’investono e che amano il mondo dello spettacolo e che da sempre hanno contribuito al fermento culturale cittadino. Purtroppo però c’è il rischio che questa stupenda iniziativa che può solo giovare a Sulmona, alla Valle Peligna e all’Abruzzo, dal punto di vista sociale ed economico possa concludersi a fine anno, data la natura sperimentale del progetto. Noi giovani, noi artisti, noi che ci crediamo ancora, abbiamo bisogno del vostro sostegno, del vostro supporto perché ne va del nostro e vostro futuro, della salvezza della città. Tutti noi abbiamo bisogno di risvegliarci, sosteniamo il Teatro, le arti e la bellezza. Torniamo ad emozionarci insieme, come il ritorno della primavera.

Latifa Benharara

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