MACCASCIONE EV FORT

Dino Di Bacco il grande numero 10 della Valle Peligna. Maccascione, così veniva soprannominato, è’ stato un calciatore ordinato, metodico e con attitudine al comando. Ruolo centrocampista, il suo pregio era la tecnica individuale mentre non era particolarmente portato nel colpo di testa. I primi calci al pallone risalgono al periodo 1970-1975 a Pratola Peligna sotto la guida del maestro Domenico Zavarella e di Dino Di Simone. Dopo aver fatto tutta la trafila delle squadre pratolane, nella stagione 1976/77 passò al Sulmona di mister Taverna dove disputò uno splendido campionato culminato con la vittoria dell’Eccellenza. La svolta arrivò l’anno seguente quando venne acquistato dall’Avellino, appena promosso in Serie A. Militò nella Primavera della squadra irpina come giovane di serie, sotto la guida dell’allenatore Landini. Fu un’esperienza straordinaria, condita da due convocazioni in prima squadra, che gli procurò le attenzioni di diversi club di C e D. Accettò la proposta dell’Isernia che proprio in quell’anno conquisto l’approdo al livello professionistico. Il richiamo di casa però era forte e fu così che fece ritorno al Sulmona. Con gli ovidiani disputò il campionato di Serie D e si laureò campione d’Italia con la Berretti. Nel giugno scorso, rievocando l’impresa del 1980, Dino Di Bacco ricordò di essere stato portato a Sulmona da Liberato Petrella e, dopo l’infortunio di Battista, il mister Taverna lo lanciò in prima squadra. Un pratolano con la fascia di capitano del Sulmona che andò oltre le rivalità. “Non pensavo a questo ma a giocare ed a vincere”. E’ quanto dichiarava Dino qualche mese fa che lanciò anche l’augurio al Sulmona di ritornare in Eccellenza per giocare il derby con i Nerostellati. Dopo la conquista dello scudetto con il Sulmona Berretti, Di Bacco fu protagonista di tanti altri campionati tra Sulmona e Pratola fino a quando decise che era giunto il momento di appendere le scarpette al chiodo, all’età di circa 30 anni. Una carriera di tutto rispetto affrontata con tanta gioia per aver praticato il suo sport preferito a certi livelli con il rimpianto però di non averci creduto fino in fondo, prendendo la cosa più come divertimento che come lavoro. A livello calcistico ha vissuto tanti momenti importanti e quello più significativo è stato proprio il titolo di campione d’Italia con i giovani del Sulmona. Essendo stato milanista, gli sarebbe piaciuto giocare nella sua squadra del cuore insieme al suo idolo Gianni Rivera. Una cosa è certa, chi lo ha visto in campo ha avuto modo di apprezzare le sue doti perché “Maccascione ev fort!”.

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