LA PARTIGIANA TRASVERSALE

Portare avanti un progetto politico del quale ci si vergogna non è proprio il massimo per una donna che mira ad arrivare in Parlamento. Almeno questa sembra essere l’intenzione di “Giovanna”, la Pulzella d’Orleans (o meglio di Bugnara), se si fa riferimento agli argomenti e alle presunte battaglie che fanno parte del suo esile cursus honorum e della sua intonsa agenda politica. È noto il suo percorso politico caratterizzato solo ed esclusivamente da sconfitte. Ogni volta che si è candidata non è mai riuscita ad essere eletta. Arrivò terza alle primarie del Pd senza accedere al ballottaggio e non è mai riuscita a farsi eleggere al consiglio provinciale pur candidandosi diverse volte. Di lei si ricorda il ruolo di assessore provinciale svolto, su nomina, nel periodo storico in cui la Valle Peligna fu totalmente esclusa dal cratere sismico perdendo il treno della ripresa. Per rilanciare la sua attività, da tempo si è autoproclamata paladina del contrasto alle infiltrazioni mafiose sul territorio immaginando chissà quali malaffari vengano consumati tra la Valle Peligna e l’Alto Sangro. Al riguardo, basterebbe dare un’occhiata all’ultima relazione semestrale della Dia (Direzione investigativa antimafia) – capitolo Abruzzo, pag. 373-375 – per smontare simili suggestioni. E crediamo che la Dia di associazioni mafiose se ne intenda…Si è tanto immedesimata nel personaggio che nei mesi scorsi quando in pieno centro fu consumata un’aggressione nei confronti del suo compagno, la prima cosa che pensò e che dichiarò, quando ancora non erano chiari i contorni della vicenda, che si trattava di un episodio di ritorsione nei suoi confronti da parte della criminalità organizzata. Insomma sarebbe stata l’opera di qualcuno che voleva mandarle un messaggio intimidatorio per frenarne le battaglie contro camorristi ed esponenti della sacra corona unita. Poi si scoprì che l’aggressore non era altro che un anziano del posto che se l’era presa con l’avvocato per una causa persa. Non soddisfatta dell’esito della vicenda si è messa a lanciare invettive di ogni genere ipotizzando cose che solo lei sa. E quando il giudice dell’udienza preliminare ha emanato la sentenza di non luogo a procedere nei confronti dell’ex presidente del Cogesa, la delusione per lei deve essere stata talmente cocente da spingerla ad intensificare le trattative con la Lega per creare una coalizione trasversale con il preciso obiettivo di sconfiggere il “mostro” che ogni notte le toglie il sonno. Colui che secondo il suo pensiero, sarebbe il male assoluto del territorio. Un coup de foudre con la Lega che non le ha impedito di esibirsi in una serenata sulle note di “Bella ciao”, pur flirtando apertamente con un partito che esibisce come suo valore identitario il rifiuto, quasi con disprezzo, di riconoscere il 25 aprile come data fondativa della Repubblica, tanto che il “Capitano”, (contro di lui e il Carroccio srotolò un eloquente striscione dal balcone del suo studio), non la chiama festa della Liberazione ma festa della Libertà. Il matrimonio con la Lega resta però per lei un progetto di cui vergognarsi, lo ha abiurato in più di un’occasione per mantenere quell’immagine linda e pulita di donna di sinistra che non si piega ad accordi con la destra, ma che di fatto è diventato il suo progetto politico e la sua strategia da portare avanti per vincere le prossime amministrative di Sulmona o meglio per far perdere qualcuno. Tanti i frenetici incontri con l’ex coordinatore cittadino della Lega Nicola Di Simone, il quale più che leader politico risulta essere un abile imprenditore-editore, finanziatore insieme al Comune di Pacentro e allo studio tecnico del segretario del Partito Democratico Franco Casciani, di un sito locale molto sensibile alla strategia politica portata avanti dalla Nannarone. Progetto che però si è miseramente sbriciolato nelle ultime ore con i vertici della Lega, quelli che contano e che hanno rispedito al mittente la proposta di alleanza con il Partito Democratico e con la Nannarone alla quale, a questo punto, non resta altro che rimboccarsi le maniche e darsi da fare per presentare, in vista delle prossime amministrative di Sulmona, una lista e un progetto politico credibile per la città e non contro le persone, sotto l’emblema del partito del quale è autorevole presidente. Di sicuro non sarà compito facile per la Nannarone, che voci informate danno con il contratto in scadenza anche con il Pd.

Barbato da Sulmona

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