KIM JONG VIETA I JEANS IN COREA DEL NORD, IL SULMONESE CIANTI PER PROTESTA GLI SPEDISCE UN JEANS “DON THE FULLER”

È di questi giorni la notizia che il presidente della Corea del Nord Kim Jong Un, vieta i jeans per legge con pene pesantissime per i trasgressori che arrivano fino all’esecuzione capitale. Il jeans è da sempre il capo più democratico del mondo, nato come indumento da lavoro, uniforme universalmente riconosciuta dai ribelli degli anni 60 e 70. Oggi è il must di ogni uomo e ogni donna dal quale è impossibile prescindere. Tutti abbiamo almeno un jeans nel guardaroba. La scelta del dittatore nordcoreano è sembrata così assurda alla Don The Fuller, azienda leader proprietaria dell’omonimo marchio italiano di jeans, che ha deciso di fare un regalo al dittatore: per protestare pacificamente su questa assurda presa di posizione che calpesta palesemente i più basilari diritti umani, ieri è partito un pacco per la Corea del Nord, contenente un jeans modello New York con tela pregiatissima cimosata e bottoni in oro rosa, 100% italiano, taglia 42 abbondante per il paffutello dittatore. Destinazione finale la lussuosissima residenza del dittarore a Ryongsong district nei pressi di Pyongyang. “Il nostro  prodotto è molto apprezzato in Corea del Sud, non vedo perché a pochi km di distanza il jeans debba essere vietato”. Afferma il sulmonese Mauro Cianti Ceo, fondatore e presidente dell’impresa Don The Fuller. “Ho scritto un biglietto di mio pugno – prosegue – in cui ho riportato la frase: il vero potere non è vietare, ma è poter indossare ogni giorno un paio di jeans. La speranza è che questa protesta possa far cambiare idea al ditttatore o quantomeno farlo riflettere su questa assurda e ingiustificata posizione. Il jeans è democratico è italiano e deve poter essere indossato da tutti, in tutto il mondo”. Conclude Cianti.

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