IL RAGAZZO E L’ORSO, LE INIZIATIVE DI REWILDING APPENINES

“Il ragazzo e l’orso” è una nuova rappresentazione teatrale. La storia è stata scritta e sarà raccontata in italiano da Antony Hequet, poeta e compositore franco-americano, ed è accompagnata da ombre di immagini animate create da Nadine Rennert, artista visiva di Berlino. Il palcoscenico è installato in uno degli antichi mulini del Parco di Archeologia Industriale di Pettorano sul Gizio.

L’opera dura circa un’ora ed è pensata sia per gli adulti che per i bambini. “Il ragazzo e l’orso” unisce diverse forme d’arte: storytelling, musica, ombre di immagini, costumi. La storia è stata ispirata dalla presenza dell’orso bruno marsicano nella Comunità a Misura d’Orso del Genzana. Gli artisti Antony Hequet e Nadine Rennert si sono trasferiti a Pettorano sul Gizio con lo scopo di supportare il crescente movimento rewilding con le loro arti.

Questo movimento promuove la tutela e il ripristino degli ecosistemi, la reintroduzione di specie selvatiche laddove possibile, così come nuovi modi di vivere in armonia con la natura. In nome della convivenza uomo-orso e dello spirito della Bear Smart Community, l’approccio e gli scopi degli artisti sono stati condivisi e supportati anche da altre istituzioni locali e organizzazioni che promuovono questo originale spettacolo teatrale: il Comune di Pettorano sul Gizio, la Riserva Naturale Monte Genzana Alto Gizio, l’associazione Salviamo l’Orso e la Cooperativa Valleluna.

 

Dal 2017 gli artisti lavorano insieme nell’ambito del progetto Gyre, trovando ispirazione dal suolo, dall’acqua, dagli alberi, dagli animali e dalle persone. La storia “Il ragazzo e l’orso” è un esempio di come questa ispirazione abbia affondato le radici in Abruzzo. “Promuovere e sensibilizzare le pratiche di rewilding come alternativa all’attuale modello economico. Lo scopo è dare vita a un movimento fresco e innovativo – un rinascimento culturale del rewilding – per esplorare alternative concrete per i giovani che stanno tornando a coltivare la terra” affermano gli organizzatori. Una rete instancabile grazie anche a volontari che vengono da diversi Paesi d’Europa tra quali Scozia, Belgio e Francia. Ragazzi felici di dare il loro contributo come Naima, Pauli, Anre, Sara ed Andrea. Studenti in Biologia Evoluzionistica, Ecologia, Master e specialistiche con un obiettivo e pulsante passione comune: conservazione della natura e della specie. Andrea, studia Scienze Naturali a Pisa, segue un master in Conservation Evolution, racconta: “Ho la possibilità di mettere in pratica i miei anni di studio con strategie di preservazione degli animali, sono qui per aiutare e vedere se tali strategie effettivamente possano dare risultati.” Ho chiesto direttamente ad Antony perché del “Il ragazzo e l’orso”: “Attraverso questa storia, amerei per me-medesimo e per gli altri, ritrovare il contatto con tutte le forze che sono intorno a noi. Tutti gli elementi ci trasmettono delle energie, se ci appoggiamo ad un albero, la sua presenza ci nutre, al di là dell’ossigeno che ci fornisce e di cui abbiamo estremamente bisogno. Ci dona dell’energia vitale. La storia è stata scritta prima in inglese e poi tradotta in italiano da Mario Cipollone, donandomi anche un’idea molto importante, quella di far comunicare il ragazzo e l’orso telepaticamente. Mario Cipollone sono anni che si batte per preservare l’orso, è qualcuno di estremamente generoso, che crede in ciò che fa, lui insieme alla moglie Angela fanno le cose perché vanno fatte e non per un loro tornaconto economico o di prestigio sociale”.

 

È interessante come nella storia si possono apprendere aspetti della vita dell’orso. “È bello poter raccontare anche con immagini gli aspetti biologici. Nella storia ne presentiamo diversi poiché abbiamo collaborato con biologi per conoscere al meglio i comportamenti degli orsi dice Nadine. Vorremo continuare con altre storie con diversi animali mantenendo sempre lo stesso filo conduttore”.

Lo spettacolo si svolgerà dalle 15 alle 16 e dalle 19 alle 20 il prossimo sabato 25 settembre. Per maggiori informazioni: info@rewilding-apennines.com.

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