MAESTRA NO GREEN PASS, LA PROTESTA SI SPOSTA A ROMA

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Alba Silvani, insegnante sulmonese alla scuola dell’infanzia di Collarmele dalla quale è stata respinta perché non in possesso del Green Pass. La protesta, annuncia Alba Silvani, si sposta ora a Roma.

“Continuo lo sciopero della fame e porto la mia protesta a Roma. Domani sarò presente davanti al Ministero della Pubblica Istruzione (viale Trastevere) per testimoniare la mia opposizione nonviolenta alle decisioni del governo che ritengo profondamente lesive dei diritti e della dignità dei lavoratori. Il green pass obbligatorio e a pagamento, così come imposto dal governo, non è una misura di controllo sanitario. Se così fosse sarebbe gratuito, così come gratuito è il vaccino. E’ invece una misura punitiva nei confronti di chi non intende vaccinarsi perché ha legittimi dubbi in merito alla sicurezza del vaccino e si chiede per quale motivo le multinazionali del farmaco, che stanno realizzando profitti enormi con i vaccini, non stanno mettendo a punto anche cure adeguate per combattere il covid. Che il green pass del governo sia un vero e proprio ricatto è lo stesso ministro della Pubblica Amministrazione a dimostrarlo. Renato Brunetta ha infatti affermato che “Il green pass è geniale perché aumenta il costo psichico e monetario a carico degli opportunisti contrari al vaccino”. Come cittadina italiana mi vergogno per le parole di un ministro della Repubblica che è “fondata sul lavoro” (art.1 della Costituzione) e che invece utilizza il green pass per togliere il lavoro. Sono consapevole di quello che rischio : la sospensione dal lavoro di insegnante e la privazione dello stipendio. Alle odiose misure del governo rispondo che la mia dignità di lavoratrice non è in vendita. Non accetterò mai di pagare una vera e propria tassa – qual è l’obbligo del green pass a pagamento – per poter esercitare un diritto, il diritto al lavoro, che è garantito dalla Costituzione e dalle leggi italiane. Un governo che osa ricattare i lavoratori non è degno di definirsi governo di uno Stato democratico”.

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