VERSO IL BALLOTTAGGIO

Sulmona vola dritta verso il ballottaggio di domenica 17 e lunedì 18 ottobre ed il quadro politico elettorale è certamente sui generis. Da una parte Andrea Gerosolimo che, attraverso una lettera aperta ai cittadini riconosce la sconfitta del primo turno, se ne assume le responsabilità, evidenzia il clima di odio generato nei suoi confronti e dichiara di fermarsi con la sua personale campagna elettorale. Una decisione molto forte che non ha precedenti nella storia della nostra città e che ha spiazzato un po’ tutti ed in particolare i suoi avversari, costretti a cambiare strategia. Da qualche giorno, infatti, l’ordine impartito ai social-tifosi della coalizione Pd-Cinque Stelle è quello di evitare offese e attacchi personali ad Andrea Gerosolimo. Ma v’è di più. Da tre giorni sono improvvisamente scomparsi dal web quei video, post e commenti offensivi che hanno indotto il candidato sindaco dei civici a fermare la sua campagna elettorale. Segno evidente che qualcuno ha riconosciuto il macroscopico errore ed ha suggerito l’inversione di rotta. I fautori (peraltro anche candidati al consiglio comunale) saranno stati consigliati probabilmente dai tanti avvocati presenti nella coalizione dei partiti tradizionali. Tuttavia una riflessione va fatta. Se uno come Gerosolimo, da sempre considerato un animale politico-elettorale, è arrivato a far prevalere i valori dell’uomo su quelli del politico probabilmente c’è qualcosa che è andato oltre la campagna elettorale e che ha profondamente ferito Gerosolimo. In ogni modo una decisione che fa onore all’ex assessore regionale che non solo ci ha fatto conoscere il lato umano del politico ma in un sol colpo ha sparigliato le carte della campagna elettorale. Certo è che dal manifesto iniziale con la scritta “GeROMsolimo”, fino agli ultimi video manipolati, mai nessuno dei candidati a sindaco ha manifestato solidarietà o preso le distanze da simili comportamenti. Dall’altra parte Gianfranco Di Piero, uomo politico di lungo corso, alla guida di una coalizione di centro sinistra più spostata verso la sinistra. Di Piero, nel corso della sua lunga militanza politica, ha svolto il ruolo di assessore nella giunta di Franco La Civita (che tanti accreditano come il vero ideatore della coalizione anti-Gerosolimo), poi, dopo un periodo di riposo, ha ricoperto il ruolo di consigliere comunale di minoranza nelle file di Sulmona al Centro, ossia la lista civica storica della compagine gerosolimiana, ed è approdato al ruolo di capo della segreteria di Andrea Gerosolimo quando lo stesso ha ricoperto il ruolo di assessore regionale. Insomma un curriculum che, nel corso di questa campagna, ha creato più di un imbarazzo allo stesso candidato in ragione del fatto che la campagna elettorale della sinistra è stata costruita sul duro attacco ai metodi di gestione della cosa pubblica da parte dei civici, metodi che lo stesso Di Piero ha condiviso per oltre dieci anni. Di Piero si presenta al ballottaggio sicuramente forte del pieno di voti ottenuto al primo turno ma non può assolutamente sottovalutare alcuni elementi che rappresentano una incognita per il voto di questo fine settimana. Il primo è sicuramente la sua scarsa capacità attrattiva del voto degli elettori di centro destra (circa 3.000), sia in ragione della evidente caratterizzazione di sinistra della coalizione, sia per scelta di affidarsi ai leader nazionali di partito (ultimo dei quali il segretario Pd, Letta). In ultimo la scelta di Di Piero di sposare campagne (come il presidio Cgil) palesemente lontane dal popolo di centro destra. C’è tuttavia da tenere in conto la scelta che però diversi esponenti di centro destra sulmonese hanno fatto a favore di Di Piero in nome di quella santa alleanza anti-gerosolimiana (un conto sono gli esponenti, però, un conto gli elettori). La seconda incognita è rappresentata proprio dall’effetto solidarietà che potrebbe essere sorto nei confronti del candidato Gerosolimo, effetto che ha spiazzato lo stato maggiore della sinistra e che ha spinto a fare diversi appelli al voto. Insomma, un ballottaggio del tutto particolare il cui risultato, comunque vada, rappresenterà una cosa mai vista nella storie delle elezioni di questa città. Ai posteri l’ardua sentenza.

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