IL TOTO ASSESSORI

La proclamazione degli eletti è stata formalizzata nell’aula consiliare di palazzo San Francesco con il passaggio di consegne tra l’ex sindaco Annamaria Casini ed il neo primo cittadino Gianfranco Di Piero. Quest’ultimo si trova a dover individuare la giusta quadra per le posizioni in giunta e per la spinosa vicenda della presidenza del consiglio. Il toto assessori è partito già da due giorni e tanti sono i nomi in circolazione. Il Pd, forte di quattro consiglieri comunali, avanza la richiesta dello scranno più alto del consiglio per l’avvocato Teresa Nannarone, nonostante il più votato della coalizione sia stato Maurizio Proietti. In più il partito di Letta avanza la richiesta in giunta con delega pesante, urbanistica o lavori pubblici, che dovrebbe essere assegnato a Franco Andrea Casciani. In Sulmona Libera e Forte, che ha eletto tre consiglieri comunali (Maurizio Proietti, Caterina Di Rienzo e Katia Di Marzio), la situazione è ancora più complessa. I coniugi Proietti, dopo essere stati utilizzati dal neo eletto sindaco per raccogliere il grande consenso che sono riusciti a catalizzare, stanno subendo forti pressioni affinché uno dei due si dimetta a vantaggio dell’uomo di fiducia di Franco La Civita, ossia Francesco Perrotta. L’ex sindaco La Civita, infatti, sembra avere la golden share della nuova maggioranza atteso che possono essere annoverati tra i suoi uomini anche Mimmo Di Benedetto e Claudio Febbo. La Di Marzio si trova, in tale circostanza, nella posizione di doversi accontentare della presidenza di qualche commissione consiliare con i Pingue che, in tal modo, sarebbero ulteriormente ridimensionati rispetto a 5 anni fa. Sbic, dopo anni di opposizione al sistema dei partiti, ha deciso di entrare strutturalmente nell’alveo del centrosinistra cittadino e quindi dovrebbe confermare Maurizio Balassone in consiglio comunale e Katia di Nisio in giunta, chiedendo per quest’ultima una delega tecnica. Si era fatto anche il nome del professionista Sergio Berardi che tuttavia andrebbe ad occupare un posto al quale ambiscono i primi non eletti tra cui anche Matteo Puglielli, già candidato in passato e rimasto sempre al palo. Situazione più chiara invece per le altre due liste a sostegno di Di Piero, cioè quella del Movimento Cinque Stelle e quella di Intesa per Sulmona, che hanno eletto rispettivamente Attilio D’Andrea e Claudio Febbo. I pentastellati dovranno riuscire a trovare la sintesi al loro interno e sarà facile, poiché in pochi ambiscono al ruolo di assessore. Bisognerà, tuttavia, vedere su chi intenderà investire la senatrice Di Girolamo, atteso che la partita del suo futuro si giocherà tutta lì. Appare in tal senso molto probabile l’indicazione del fedelissimo coordinatore Angelo D’Aloisio, data la sua esperienza maturata nel passato. All’interno di Intesa per Sulmona la lotta sembra essere tutta esterna. La scelta del papabile assessore, infatti, potrebbe vedere un ritorno in campo di Oreste Tolone, oppure l’indicazione dell’ex vice sindaco di Pratola, Costantino Cianfaglione, sponsorizzato da Guido Angelilli e molto vicino a Mimmo Di Benedetto. Insomma, la roulette, per le posizioni da assegnare, ha iniziato a girare tra rivendicazioni, ripartizioni secondo il manuale Cencelli, da un lato, e dall’altro tramite l’individuazione dei “più competenti”. All’angolo del consiglio resta anche la posizione del candidato sindaco Vittorio Masci, il quale è stato individuato da Di Piero, sul palco del comizio finale, quale figura con cui collaborare fattivamente e concretamente per la città. Anche il candidato del centrodestra, lavorando sotto traccia, pensa di potersi giocare la presidenza del consiglio. Se questa posizione dovesse generare una conflittualità tra le liste del Pd e Sulmona Libera e Forte si renderà, infatti, necessario individuare un nome super partes. E chi meglio del candidato sindaco di Fratelli d’Italia e Lega, che ha appoggiato il Pd e Di Piero al ballottaggio, Vittorio Masci? Insomma i giochi sono aperti e la città confida nella velocità e nella capacità di sintesi del neo sindaco.

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2 commenti su “IL TOTO ASSESSORI

  1. Bene l’anteprima dei papabili, a svelare chissà quali piani segreti “noti”, ma anche qui, l’attendere che si formalizzasse l’elenco della giunta e dei consiglieri comunali non era la scelta corretta? Così da discuterne sul certo? Che poi i cambi di ruolo siano “pasto quotidiano della politica” non mi sembra sia una novità.

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