L’ESTATE DI SAN MARTINO

“La nebbia agl’irti colli piovigginando sale..” vi ricordate questi versi?! Sono i primi due della poesia “San Martino”di Carducci. Ieri 11 novembre difatti si ricordava San Martino e in questi giorni stiamo vivendo la “sua” estate.

La tradizione dell’estate di San Martino indica quel periodo autunnale in cui, dopo le prime gelate, ritorna il bel tempo. L’estate di San Martino dura circa tre giorni ed è individuata nella prima metà di novembre. In modo inaspettato arrivano delle splendide giornate di sole, il clima è mite e piacevole, mentre invece ci si aspetterebbe un repentino abbassamento delle temperature in vista dell’inverno che è alle porte. In passato questo periodo dell’anno era importante per gli agricoltori poiché venivano rinnovati i contratti agricoli annuali.

La tradizione vuole anche che in questi giorni si aprano le prime botti del vino nuovo, da gustare accompagnato da calde castagne. San Martino è un’importante ricorrenza che unisce la liturgia cristiana alla tradizione contadina.

La figura di San Martino è legata a Martino di Tours, vissuto in Francia tra il 316 e il 397 dC, prima umile soldato e poi diventato vescovo. Secondo la tradizione (esistono diverse leggende), il Santo incontrò in un giorno di tempesta un mendicante sulla strada di casa. Impietositosi alla vista del pover’uomo in balia delle intemperie gli donò metà del suo mantello. Fu così che, miracolosamente, la pioggia cessò di cadere e il vento di infuriare, le nubi sparirono dal cielo e il tempo divenne mite e piacevole. Martino quella notte sognò Gesù che gli rivelò di essere lui il mendicante al quale aveva donato il mantello. Dopo questo episodio intraprese il cammino della Fede. L’estate di San Martino è celebrata in diverse poesie e presta il nome anche al titolo di un romanzo, quello di Stifter intitolato L’estate di San Martino.

Latifa Benharara

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