LAVORI VIALE STAZIONE, LA SACA NEL MIRINO DELLA PROCURA. DI LORETO: SONO TRANQUILLO

La Procura della Repubblica di Sulmona sta indagando nei confronti della Saca sui lavori di rifacimento del manto stradale e della rete fognaria in viale Stazione, eseguiti nel 2018, per accertare eventuali irregolarità nell’espletamento delle procedute adottate per la gara d’appalto. Sono stati emessi quattro avvisi di garanzia: al presidente Luigi Di Loreto, al responsabile unico del procedimento Fabrizio Paolini, all’ex assessore comunale Salvatore Zavarella ed a Fabrizia Torchetti che, nella gara in questione, ha ricoperto l’incarico di segretaria. I reati contestati sono di turbativa d’asta e falso. L’appalto da 350mila euro, secondo la Procura, venne affidato ad una ditta classificatasi seconda. Il presidente della Saca, Luigi Di Loreto, conferma gli avvisi di garanzia ma si dichiara tranquillo. “Ho ricevuto – afferma – un’informazione di garanzia, insieme ad altri dipendenti della società, per una presunta condotta alla quale posso tranquillamente dichiarare di essere totalmente estraneo. Questa attività di controllo, da parte della magistratura, rappresenta uno dei pilastri sui quali si regge la nostra democrazia nel pieno rispetto dei ruoli di gestione e controllo previsti dall’ordinamento giuridico. Sono, però, assolutamente certo che questa attività porterà a rilevare l’assoluta correttezza dell’operato da parte del sottoscritto e della società che in questo momento rappresento. Ricoprire incarichi di responsabilità, come quello di presidente di una società partecipata come la Saca, comporta assunzioni di responsabilità notevoli con la conseguente possibilità di essere sottoposti a procedure di questo tipo che, quando si accetta l’incarico, si è pronti ad affrontare. Pertanto, nel ribadire la mia assoluta tranquillità su quanto riportato, ricordo che questi fatti dovrebbero essere giudicati alla fine del procedimento e non all’inizio ed è per questi motivi che, nelle sedi deputate, farò tutto quanto necessario al fine di chiarire gli aspetti della vicenda e richiedere l’archiviazione del procedimento che poggia su basi assolutamente infondate e neanche lontanamente vicine ad un seppur minimo indizio nei miei confronti”. Conclude Di Loreto.

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