DE NINO-MORANDI, IL COMITATO ACCUSA LA PROVINCIA: NON HA FATTO NULLA PER RIPORTARE LA SCUOLA A SULMONA

“La Provincia scende in campo quando ormai il danno è fatto. I veri colpevoli e responsabili che per anni non hanno mosso un dito a favore del ritorno della scuola a Sulmona, ora si fanno paladini della crociata. La questione è troppo seria per essere lasciata in mano a chi fa finta di impegnarsi per risolverla”. Così il portavoce del comitato De Nino-Morandi, Franco D’Amico, che da anni sta lottando per riportare gli studenti (trasferiti a Pratola Peligna) nello storico edificio di Sulmona chiuso da otto anni per ristrutturazione e mai riaperto a seguito dell’inchiesta avviata dalla Guardia di Finanza sui lavori che sarebbero stati eseguiti in difformità del progetto originale. La dura reazione arriva all’indomani delle dichiarazioni del presidente della Provincia, Angelo Caruso, che ha minacciato di riprendersi le carte dell’appalto, di revocare cioè la convenzione con il Provveditorato alle opere pubbliche, soggetto attuatore per l’esecuzione degli interventi nella sede storica di via D’Andrea che ospitava l’Itc per ragionieri e geometri. Il comitato ricorda che, nel 2017, suggerì alla Provincia di scorrere la graduatoria senza fare ricorso a una nuova procedura di appalto. Per cui l’allungamento dei tempi, secondo il comitato, è da imputare proprio alla scelta politica della Provincia. Se Caruso è intenzionato a ritirare la documentazione del Provveditorato, D’Amico dal canto suo sarebbe pronto a ricorrere al prefetto “visto il perdurare dell’incresciosa situazione”. Il comitato interviene alla sulla questione della sede alternativa cioè l’ex convento di Sant’Antonio ma D’Amico incalza che solo ora si vuole riportare la scuola a Sulmona nella sede che il comitato aveva individuato tre anni fa. “Vengo a conoscenza – spiega – che era necessaria l’approvazione del progetto esecutivo sulla sede storica per organizzare il trasloco. Ma questo particolare non venne fuori né fu messo nero su bianco nei verbali e negli atti ufficiali. Sembra una barzelletta”. Il comitato nell’ottobre 2017 ebbe modo di interloquire anche con i magistrati aquilani assieme al presidente della Provincia che, in quella sede, si impegnò a depositare nell’immediato l’istanza di dissequestro “mai, però, pervenuta”. Conclude D’Amico.

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