COMITATI: L’OK AL METANODOTTO E’ UN ATTO DI VIGLIACCHERIA

“L’approvazione del metanodotto Sulmona-Foligno è un atto di inqualificabile vigliaccheria compiuto in spregio dei più elementari principi democratici e delle ragioni del territorio”. Ad affermarlo i Comitati cittadini per l’ambiente ed il Coordinamento No Hub del Gas i quali fanno notare che “Gentiloni fece la stessa cosa con la centrale di compressione. Ma l’ormai defunto governo Draghi lo ha superato. Ha dato il via libera dopo che i cittadini hanno votato per scegliere il nuovo Parlamento e a pochi giorni dall’insediamento del nuovo governo. Che urgenza c’era di approvare un’opera di questa rilevanza e che dovrebbe entrare in esercizio nel 2027? C’è una sola spiegazione: questo “governo dei migliori” doveva dimostrare fino in fondo di essere asservito agli interessi delle potenti lobby delle fonti fossili. L’opera non serve, ma va fatta per i profitti della Snam anche se i costi si riverseranno sulle bollette di famiglie e imprese. Chi non ha dalla sua la forza della ragione, agisce con la ragione della forza. Come nelle dittature. Questo è potuto accadere anche grazie al presidente della Regione Marco Marsilio il quale, anziché opporsi ad un’opera del tutto inutile e devastante, come hanno ribadito i sindaci abruzzesi del Sulmona-Foligno in un documento inviato in agosto al governo, ha steso un tappeto rosso davanti a Draghi e a Cingolani. Ora il Ponzio Pilato d’Abruzzo parla di fantomatici ristori come il suo collega presidente della Provincia Angelo Caruso. Nel comunicato emesso dalla Presidenza del Consiglio si dice che il provvedimento è stato preso “per superare il diniego espresso in conferenza dei servizi dalle Regioni Abruzzo e Umbria”. Si tratta evidentemente delle negazioni dell’intesa espresse, rispettivamente nel 2015 e nel 2017, dalle allora giunte regionali. Ciò rende ancora più odioso e inaccettabile un provvedimento che schiaccia la volontà di due Regioni che rappresentano la stragrande maggioranza del territorio attraversato dal metanodotto. L’ormai ex governo Draghi sostiene che si tratta di “un’infrastruttura strategica che consentirà di incrementare la capacità di trasporto di gas proveniente dai punti di entrata della rete nazionale ubicati nel Sud Italia”: non è altro che il copia e incolla delle bugie della Snam. In realtà la rete ha una capacità di trasporto dal Sud di oltre 50 mld. di metri cubi ed è in buona parte inutilizzata. Ciò nonostante l’Italia sta importando quest’anno più gas dell’anno scorso, al punto che finora ne ha rivenduto all’estero oltre 2 miliardi e 300 milioni di metri cubi, cosa mai successa in passato e, ribadiamo, con la rete esistente. Inoltre gli stoccaggi sono pieni al 90 per cento, un livello raggiunto con un mese di anticipo rispetto allo scorso anno. Se fosse vera la favola dell’ “imbuto” d Sulmona di cui parlano certi “giornaloni” che fanno da spalla alla Snam, questo non sarebbe stato possibile. E come avrebbero fatto i miliardi di metri cubi del TAP ad arrivare fino al Nord? Quello che possiamo dire noi è che certamente questa storia, che ci vede impegnati ormai da 15 anni, non finisce qui”, concludono gli ambientalisti.

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