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Bonus per chi non va in pensione, il messaggio INPS chiarisce ogni dubbio

Ci sono novità importanti per i lavoratori, con un nuovo bonus destinato a coloro che scelgono di non andare in pensione.

Si tratta ovviamente di un beneficio che ha delle specifiche apposite, per questo motivo infatti l’INPS ha pubblicato un messaggio chiarendo alcuni aspetti che non erano effettivamente semplici, determinando così oggettivamente come procedere per poter avere il sussidio.

bonus pensione INPS
Bonus Maroni, quanto spetta (sulmonaoggi.it)

Con questa novità viene sciolto ogni dubbio, per l’accesso diretto alla pensione ma anche per chi invece decide di non procedere quindi di non andare in pensione e ottenere quanto previsto dai nuovi parametri.

Bonus per chi non va in pensione: come funziona

Il beneficio viene determinato come Bonus Maroni e riguarderà l’anno in corso e il prossimo anno, poi potrebbe essere ulteriormente esteso. Questo è pensato per coloro che potrebbero accedere al pensionamento anticipato ma che decidono ugualmente di restare a lavorare e che quindi possono così ottenere un beneficio economico. Risulta utile chiarire però che questo è previsto solo per le forme di prepensionamento, quindi un premio per chi sceglie di aspettare l’età pensionabile per procedere. L’aumento netto sullo stipendio si stima al 9.19% oltre a tutti gli aumenti previsti già in busta paga.   

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Bonus per ritardare il pensionamento (sulmonaoggi.it)

L’INPS ha spiegato in una nota che l’incentivo previsto dalla Legge di bilancio 2023 a favore del posticipo di pensionamento, riguarda coloro che non hanno maturato i requisiti minimi per la pensione, quindi ad esempio Quota 103. I lavoratori in questo modo potranno scegliere di rinunciare ad andare prima in pensione, inoltre i dipendenti potranno decidere di proseguire l’attività lavorativa andando a beneficiare di un accredito diretto dei IVS ovvero i contributi per invalidità, vecchiaia e superstiti che in questo caso verranno corrisposti direttamente in busta paga. Con questa misura quindi vi è anche un abbattimento totale dei contributi che devono essere versati dalle somme percepite dal lavoratore, anche il contributo aggiuntivo. Ciò si traduce pertanto in una decontribuzione e quindi una maggiorazione economica.

Questo strumento è nato con la Legge di bilancio 2023, confermato con quella del 2024. I lavoratori che desiderano beneficiare di questo contributo devono provvedere personalmente a fare domanda (non è a carico quindi del datore). Si può procedere online sul sito dell’INPS con SPID o CIE, con i servizi telematici del patronato o del CAF, direttamente con CALL CENTER dell’INPS oppure in sede. Per il datore di lavoro non cambia niente, il lavoratore “costerà” lo stesso importo quindi non ci sono problemi o modifiche di alcun tipo, il lavoratore invece otterrà uno stipendio più elevato con un beneficio diretto ogni mese in busta paga.

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