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Chiara Ferragni come Justine Sacco, quando i social si sostituiscono al tribunale

Non si placano le polemiche contro Chiara Ferragni e i social diventano tribunale. La vicenda assomiglia a quella di Justine Sacco.

Le polemiche contro Chiara Ferragni non si sono placate. Si rischia che sia la fine per la più potente influencer d’Italia e per il suo impero da 30 milioni costruito in questi dieci anni. La vicenda dei pandori e dell’operazione benefica che è costata all’imprenditrice digitale una multa da 1 milione da parte dell’Antitrust, non sarà perdonata dall’opinione pubblica, tanto meno per chi seguiva l’influencer, che si è costruita una buona reputazione proprio grazie alla sua filantropia.

Chiara Ferragni ha fatto la fine di Justine Sacco
Chiara Ferragni come Justine Sacco, la sua carriera è finita – (sulmonaoggi.it)

Anche oggi prosegue infatti la fuga dei followers, e sono ormai quasi 150 mila le persone che hanno smesso di seguire l’influencer. Il pubblico ha preso le distanze anche dal marito dell’imprenditrice e ad abbandonare Fedez sono ad oggi più di 65mila persone. Dal profilo di Chiara Ferragni tutto tace: l’influencer non posta nulla ormai da sei giorni, mentre il rapper ha postato la puntata del podcast Muschio Selvaggio. I commenti sull’account dell’imprenditrice sono prevalentemente negativi e il web si è trasformato in un tribunale.

Chiara Ferragni fa la fine di Justine Sacco: i social hanno emesso già una sentenza

La vicenda del pandorogate è finita sotto inchiesta, così come l’altra operazione commerciale legata alle uova di Pasqua, ma al momento non ci sono indagati. Tuttavia, il web ha emesso la sua sentenza e ha accusato Chiara Ferragni di aver attuato una truffa ai danni di chi ha acquistato i pandori incriminati della Balocco, tanto da aver perso followers e anche brand. La vicenda ricorda vagamente gli attacchi subiti da Justine Sacco, che hanno portato al suo licenziamento.

Chiara Ferragni sotto accusa dal web
Chiara Ferragni e il web come tribunale – Ansa foto (sulmonaoggi.it)

Justine Sacco nel 2013 lavorava come Pr di una grossa società di New York, la Iac. La donna sul web aveva scritto una frase razzista prima di imbarcarsi in aereo per l’Africa dicendo “spero di non prendermi l’Aids. Sto scherzando, io sono bianca”. Da quel momento comincia il suo calvario, perché un giornalista condivise il suo tweet, diventando virale e portando al suo licenziamento. La Sacco raccontò come quel post le abbia rovinato la vita per sempre, con la reputazione marchiata, poiché tutto il mondo la riconobbe come la donna che scrisse un tweet razzista.

Come la Sacco, Chiara Ferragni ha subìto un danno all’immagine notevole, poiché la sua condanna dall’Antitrust ha avuto un eco grandissimo dopo la citazione da parte della premier Giorgia Meloni. Una vicenda che potrebbe portare alla fine della sua carriera e c’è chi la paragona ad Harvey Weinstein, il regista americano accusato di molestie da decine di attrici che hanno fondato il movimento #Metoo.

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