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Influenza stagionale mai numeri così alti: Bassetti spiega perché c’entra anche il Covid

Mai come quest’anno l’influenza ci ha costretto a letto. E ancora non è finita: anzi, il peggio deve arrivare, e ci sarà lo zampino del Covid. Parola di esperto.  

Dopo mesi di relax e sollievo generali, in cui ci eravamo quasi dimenticati dell’emergenza Covid, nel periodo a cavallo tra Natale e Capodanno è suonato un duro promemoria. L’Italia è alle prese con la peggiore stagione influenzale di sempre. N1H1 è il nome in codice del virus che sta circolando come non mai. Ma c’è una sigla che fa ancor più paura: H3N2, il virus influenzale che quest’anno non ha ancora circolato e che rischia di legarsi in un cocktail micidiale con il coronavirus.

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Sono quasi 7 milioni gli italiani messi a letto finora, poco più di un milione solo tra Natale e Capodanno come ha certificato nei giorni scorsi l’Istituto superiore di Sanità. (Sulmonaoggi.it)

Matteo Bassetti, il virologo che è entrato nelle case di tutti gli italiani ai tempi dei lockdown, direttore della clinica universitaria di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, non si stupisce più di tanto di fronte ai numeri choc dell’influenza in corso. La colpa, a suo dire, è dei tanti che, magari dopo un tampone risultato negativo, sono andati in giro raffreddati pensando di essere al sicuro e di non rappresentare un pericolo per gli altri. E così, sono quasi 7 milioni gli italiani messi a letto finora, poco più di un milione solo tra Natale e Capodanno come ha certificato nei giorni scorsi l’Istituto superiore di Sanità.

Quel filo sottile tra influenza stagionale e Covid

Il dottor Bassetti punta l’indice anche contro chi, paradossalmente, ha paura dei vaccini ma quando ha l’influenza, dopo due giorni di febbre e di mal di gola, si imbottisce di antibiotici (che andrebbero utilizzati solo nelle infezioni batteriche e non in quelle virali) e di altri farmaci. Il risultato è la la selezione di batteri resistenti che causano milioni di morti nel mondo. Ora ci troviamo in prossimità del picco influenzale, ma non si può escludere che nelle prossime settimane si verifichi un nuovo incremento di casi legato alla diffusione dell’altro virus influenzale che quest’anno non ha ancora circolato.

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Uno studio appena pubblicato su Eurosurveillance conferma che il vaccino anti Covid ha un’efficacia del 70,7% contro il ricovero e del 73,3% rispetto alle cure in terapia intensiva. (Sulmonaoggi.it)

Il rimedio? Vaccinarsi per mettersi in sicurezza dalle forme più gravi dei virus che circolano e circoleranno ancora. La copertura vaccinale quest’anno è stata assai insoddisfacente, complici i gravi ritardi di diverse Regioni e la riluttanza di tanti, troppi cittadini. In particolare, i numeri delle vaccinazioni anti Covid sono da vero flop: al 4 gennaio non era stata raggiunta quota 2 milioni di somministrazioni. Quanto alle somministrazioni dell’anti-influenzale, a novembre si erano vaccinati solo in 2,2 milioni a fronte di un parterre di oltre 20 milioni di italiani che per età o fragilità dovrebbero proteggersi. Eppure uno studio appena pubblicato su Eurosurveillance conferma che il vaccino anti Covid ha un’efficacia del 70,7% contro il ricovero e del 73,3% rispetto alle cure in terapia intensiva.

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