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Come evitare la trappola di Quota 103 a 62 anni e prendere lo stesso la pensione

La Quota 103 è stata rinnovata per un altro anno dal Governo. la misura che doveva scadere il 31 dicembre 2023, scadrà così il 31 dicembre 2024. La Quota 103 consentirà anche quest’anno di andare in pensione 5 anni prima dei requisiti ordinari di vecchiaia.

Interrompendo il lavoro per gli uomini 22 mesi prima rispetto ai requisiti per le pensioni anticipate ordinarie, e per le donne 10 mesi prima. Ma la misura nasconde delle insidie. Che virando verso altre misure, si possono evitare. 

Come evitare la trappola di Quota 103 a 62 anni e prendere lo stesso la pensione

La nuova Quota 103 rispetto al passato è una misura che prevede un netto taglio di assegno per i beneficiari. Infatti il calcolo della pensione è contributivo. Significa che chi compie 62 anni di età nel 2024 prenderà, se va con Quota 103, una pensione nettamente inferiore a chi ci è andato nel 2023. E prenderà una pensione nettamente inferiore rispetto a quella che effettivamente gli spetterebbe senza il calcolo contributivo. La penalizzazione per chi ha più di 18 anni di contributi al 31 dicembre del 1995, è nell’ordine del 30/35%. Molti quindi si chiedono come evitare la trappola di Quota 103, perché di questo si tratta effettivamente. Andare in pensione prima lasciando una parte di pensione per strada. 

La via alternativa si chiama Quota 41

Il lavoratore che nel 2024 compirà 62 anni, se ha maturato pure 41 anni di contributi, può andare in pensione con la Quota 103. Ma con questa carriera contributiva, se rientra in alcune particolari categorie può scegliere la Quota 41 per i precoci. Evitando il calcolo contributivo e recuperando così quel 30/35% che rischia di dover lasciare per strada con l’altra misura. Bisogna però avere almeno 12 mesi di contributi, anche discontinui, versati prima di aver compiuto 19 anni di età. E bisogna rientrare in una di queste 4 categorie: 

  • Addetti ai lavori gravosi da almeno 7 anni sugli ultimi 10 di carriera (o 6 degli ultimi 7);
  • Caregiver che da almeno 6 mesi convive ed assiste un parente stretto disabile grave;
  • Invalido civile almeno al 74%;
  • Disoccupato che da almeno 3 mesi ha percepito l’ultima rata di Naspi spettante dopo aver perduto involontariamente il proprio lavoro. 

Con la Quota 41 vengono meno altri due vincoli che invece ci sono per la Quota 103. Parliamo dell’importo massimo di pensione spettante, che con la Quota 103 non deve essere superiore a 4 volte il trattamento minimo INPS. E del divieto di cumulare redditi da lavoro con redditi da pensione. Perché chi prende la pensione con Quota 103 non può più lavorare, a meno che non svolga piccoli lavori autonomi con carattere di occasionalità fino al tetto massimo di 5.000 euro annui. 

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