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Si può chiedere risarcimento danni al parrucchiere se ti rovina i capelli sbagliando taglio o colore? Ecco cosa dice la legge

Quante volte ci sarà capitato di uscire dal parrucchiere insoddisfatti. Magari, anche per colpa nostra, perché pensavamo di stare bene con un certo taglio, salvo poi pentircene. Cosa succede, però, se è lui ad aver tagliato troppo corti i capelli? Possiamo chiedergli i danni, oppure no? 

Andare dal parrucchiere è un appuntamento fisso per molte persone. Non fosse altro, per un problema fisiologico, visto che i capelli crescono, il colore si esaurisce, si ha voglia di cambiare taglio. Insomma, il fai da te, in casa, come ai tempi del lockdown, non è più fattibile.

Certo, comprare la tinta e farsela mettere dall’amica è sempre possibile, ma essere coccolati, andando dal parrucchiere è tutta un’altra cosa. Però, può capitare che si esca insoddisfatti. Ogni tanto, si sentono amiche che si lamentano del taglio fatto o della tinta applicata. E amici che scoprono, a casa, qualche difetto nel taglio fatto. Senza colpevolizzare i poveri parrucchieri, che devono sottostare a mille richieste, spesso inconciliabili tra loro o generiche, tipo “corti, ma non troppo” che vuol dire tutto o niente. Chi stabilisce quanto sia il non troppo?

Si può chiedere risarcimento danni al parrucchiere, ma solo in rari casi, come è giusto che sia

Immaginate, dunque, che vita possono fare le parrucchiere o i parrucchieri, con simili clienti. A loro, dunque, tutta la nostra solidarietà. Certo, può succedere, come in ogni professione, che qualche loro collega possa sbagliare in maniera clamorosa il taglio dei capelli, rovinandoli. Non è che il cliente, poi, può riaverli indietro e andare da un’altra parte. Quando il danno è fatto, è fatto.

In questi rari casi, il cliente può denunciare il parrucchiere negligente? Se sì, in che occasioni?  Vediamo cosa ha sentenziato la giurisprudenza. In rete, ogni tanto, si legge di queste richieste e si può fare una considerazione generale. Per un taglio di capelli sbagliato, non si ha diritto a un risarcimento. Occorre, infatti, dimostrare di aver detto chiaramente al coiffeur che taglio fare, ma non è certo facile farlo. Anzi.

In questi casi, la legge ha dato ragione al cliente. Ecco quali

Diverso è il caso di situazioni gravi. Una donna che per un taglio di capelli evidentemente errato non ha potuto indossare l’abito da nozze, dovendo posticipare l’evento, ha avuto diritto a un risarcimento. Idem se le vengono colorati i capelli di verde, per un errore, impedendole di andare in chiesa. Se io sono una modella e devo sfilare, ma la parrucchiera, erroneamente, mi taglia, per errore suo, in maniera irreparabile una parte dei capelli, mettendomi in condizione di non lavorare, allora avrò diritto al risarcimento.

Altra cosa se il parrucchiere, applicandomi la tinta, mi crea una reazione allergica. Se io cliente non ho detto a cosa sono allergico, non si può fare una colpa al parrucchiere. Se, invece, mi ustionasse la pelle con il phon, si potrebbe chiedere risarcimento danni al parrucchiere, ma dimostrando di non essermi, ad esempio, mosso io in maniera imprudente. Volendo, potrei anche rifiutarmi di pagare il taglio, ma devo essere in presenza di un errore evidente dovuto a imperizia del parrucchiere.

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