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Ma perché ci sono gli ananas scolpiti in pietra in città? La spiegazione assurda che nessuno conosceva

Ci vuole la curiosità dei bambini, spesso, per indagare su tante stranezze del mondo che ci circonda. I grandi, perlopiù, a certi dettagli sono abituati, e non ci fanno più neppure caso. Ed è un peccato, perché viviamo in un mondo di simboli e di convenzioni apparentemente illogiche. Tanto più in Italia, dove di civilizzazioni e culture ne sono passate tante.

Così quando passeggiamo per le nostre città è inevitabile osservare ville, ingressi e portoni delle case, accorgersi della presenza di un tema ricorrente, e domandarsi: ma perché ci sono gli ananas scolpiti in pietra in città?  Non è una questione di sola estetica, c’è molto di più.

Dalle Americhe con furore

L’ananas non fa evidentemente parte della lista dei frutti originari delle nostre latitudini. Viene dal sud e dal centro America, dove gli aztechi la consideravano una pianta dalle proprietà magiche e curative, utilizzandone il succo per risolvere bruciori e scottature. Aspetto sfruttato ancora oggi da chi marina la carne proprio con questo succo. Ebbene, di tutte le piante incontrate nel nuovo continente, l’ananas oltre ad avere una forma anomala aveva anche un altro grande vantaggio: si conservava per lungo tempo intatto, vista la durezza della sua scorza.

Divenne così abitudine da parte dei soldati, dei commercianti e degli esploratori delle potenze europee che compivano le traversate verso le Americhe, specialmente inglesi e spagnoli, riportare uno di questi frutti al rientro a casa. Era una sorta di souvenir del viaggio, di prova della traversata. Per celebrare il rientro, e per far vedere che la persona aveva fatto ritorno presso la propria casa in salute, divenne abitudine esporre sulla via un ananas. Proprio come si fa oggi con un fiocco azzurro, o rosa, per festeggiare la nascita di una nuova vita.

Ma perché ci sono gli ananas scolpiti in pietra in città?  Non è una questione di sola estetica

Non finisce qui; avere un ananas significò anche avere ricchezza. Importare un frutto era costosissimo, visto che nessuno in Europa era in grado di coltivarlo. Poterlo sfoggiare alle feste divenne un simbolo di potere. Proprio per questo non era affatto scontato poter sperare di mangiarlo, ma solo vederlo esposto. Sarà per questo suo valore che ancora oggi si consuma per le festività di Natale a fine pasto.

Il simbolo era diventato di tendenza anche in architettura; piaceva non solamente per la forma eclettica, ma anche perché era diventato simbolo di vita e di avventura, oltre che di prosperità. Inoltre, risultava consono per decorare alcuni angoli lasciati scoperti dalle decorazioni delle ville. In poco tempo, gli ananas veri divennero scolpiti in pietra, ad esposti per augurare alla casa la protezione dalle traversie della vita.

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