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Fare il cosiddetto decluttering in primavera è una scelta filosofica oltreché utilissima, ecco la ragione

Le pulizie di primavera sono un passaggio importante per il benessere dei nostri spazi. Ci sentiamo rinvigoriti dal ritorno del sole, e non vediamo l’ora di far splendere gli spazi di casa nostra.

Così possiamo dedicarci al decluttering, ovvero l’arte della pulizia dal superfluo. Soprattutto in Giappone viene considerato un elemento fondamentale della serenità mentale. Ed ha trovato la sua consacrazione nel metodo KonMari dopo la pubblicazione di alcuni celebri libri. Il decluttering consiste in un metodo e in un fine nobile, ovvero purificare la casa dagli eccessi. Vediamo come mai fare il cosiddetto decluttering in primavera è una scelta filosofica che ci può aiutare moltissimo.

L’importanza di portare leggerezza in casa con metodo e costanza

Si tratta dell’estensione del cosiddetto ciclo di Deming, anche conosciuto come “plan do check act plan”. Ovvero un metodo gestionale che nei suoi tratti essenziali descrive quasi tutti i cicli gestionali. In sintesi, si pianifica la pulizia, si realizza, si controllano i risultati e si apportano le migliorie.

Filosoficamente è una rappresentazione delle fasi dell’anno e del ciclo della vita. Quasi tutto ciò che realizziamo, da un bilancio familiare alla gestione del nostro lavoro, in maniera più o meno esplicita consiste in queste fasi. Persino chi si rifiuta di essere metodico, non può prescinderne.  Attenzione però alla conseguenza indiretta di questo: il ciclo di Deming è costituito da continuità. Ciò significa che per avere un successo sempre maggiore, deve avere una applicazione costante.

Per questo la pulizia primaverile del superfluo ha delle conseguenze filosofiche. Possiamo progettare il nostro metodo di eseguirlo in questo modo. Decidiamo di dedicare 10 minuti al giorno riservando un momento in cui non abbiamo bisogno di grandi energie mentali. Magari a fine giornata oppure all’inizio, quando vogliamo iniziare ad attivare la mente. Iniziamo da un piccolo spazio della casa il primo giorno.

Fare decluttering in primavera è una scelta filosofica che ci può aiutare moltissimo

Ogni giorno, poi, ci dedicheremo ad un angolo diverso. Aiutiamoci con 3 scatoloni: uno per buttare ciò che è totalmente inutile; uno per rimettere in circolo ciò che potrebbe avere una valutazione economica o che possiamo donare; uno, per ciò che potrebbe servirci saltuariamente. Quest’ultimo andrà riposto lontano dagli occhi e dal passaggio.

Controlliamo poi i risultati appuntandoci ciò che potremmo migliorare. Magari abbiamo identificato un orario migliore, oppure ci rendiamo conto che vogliamo accompagnare la suddivisione degli oggetti con la pulizia dalla polvere. O, ancora, vorremmo aggiungere una scatola in più, magari per i ricordi.

Infine, applichiamo il miglioramento proposto. La casa splenderà e ci sembrerà un luogo di armonia, piuttosto che un deposito di oggetti del nostro passato. Gli ideatori del metodo Konmari assicurano che la mente si sentirà più libera di assecondare il proprio divenire. Infatti, nella selezione siamo portati a spostare non solamente ciò che ci viene utile, ma anche ciò che ci rende felici. Si tratta, insomma, di una maniera di restituire luce alla nostra mente.

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