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In cosa si differenzia il BTP Valore 2030 dagli altri titoli di Stato e dal BTP Valore 2027 e il BTP Valore 2028?

Ogni prodotto, finanziario e non, ha sempre proprie caratteristiche e peculiarità che in un certo qual senso servono a distinguerlo dai prodotti similari. Un principio che non fa una piega neanche in tema di obbligazioni sovrane, nazionali e non.

Qui confronteremo i tratti salienti del primo bond retail del Tesoro del 2024 rispetto agli altri emessi sempre dallo stesso emittente. In pratica, in cosa si differenzia il BTP Valore 2030 dagli altri titoli di Stato e dal BTP Valore 2027 e il BTP Valore 2028?

Le differenze rispetto agli zero coupon

Su questo fronte la differenza sostanziale sta nella presenza di una cedola periodica. Il BTP Valore 2030 ha una cedola ogni 3 mesi e l’interesse è del tipo step-up, cioè, crescente nel tempo. Per l’esattezza, quello maggiore è del 4,00% annuo lordo per il 4°, 5° e 6° anno di vita del titolo.
Negli zero coupon invece non c’è alcuno stacco cedola (zero coupon, appunto). Il guadagno è dato dal c.d. scarto di emissione, cioè tra il prezzo di lancio (o acquisto sul MOT) del titolo e il suo valore di rimborso finale, 100. Un’altra grossa differenza sta nella durata: fino a 24 mesi per gli zero coupon, pluriennale per tutti i BTP.

Differenze con gli altri BTP emessi dal Tesoro

I BTP Valore, incluso quello attualmente in emissione, si distingue dagli altri BTP sia per caratteristiche finanziarie che per la platea di investitori cui è diretto.
Sul fronte delle divergenze finanziarie, si ravvisano due tratti distintivi rispetto alla maggioranza dei titoli pluriennali. Il primo attiene alla struttura cedolare, che per i BTP Valore è del tipo fisso e crescente (step-up) e non fisso e costante o variabile (BTP Italia). In verità lo stesso meccanismo step-up lo si ravvisa anche nelle 4 serie di BTP Futura, emessi nel biennio 2020-’21. Anche allora si trattò di ‘emissioni speciali’, cioè obbligazioni rivolte al pubblico retail.
Inoltre, i BTP Valore, incluso quello in scadenza nel 2030, prevede un premio fedeltà finale per chi compra in emissione e mantiene fino alla fine. I BTP ‘standard’, invece, non prevedono alcun premio intermedio e/o finale.
Quanto alla seconda caratteristica, i BTP Valore sono titoli di Stato sottoscrivibili solo dalle famiglie, dagli investitori individuali e affini (c.d. pubblico retail).

In cosa si differenzia il BTP Valore 2030 dagli altri titoli di Stato e dal BTP Valore 2027 e il BTP Valore 2028?

Quali sono, infine, le divergenze tra il Valore 2030 e gli altri due bond della stessa famiglia emessi nel 2023? Sono solo di natura tecnica; vediamole brevemente.
Una differenza sta nella durata. Il BTP Valore emesso a giugno 2023 era di durata a 4 anni (13 giugno 2027), quello emesso a ottobre a 5 anni (10 ottobre 2028) e l’attuale a 6 anni (5 marzo 2030).
A seguire cambiano anche le condizioni economiche, vale a dire cedole e premio fedeltà finale. Il bond a 4 anni ha cedole del 3,25% per i primi 2 anni, poi del 4% in ognuno dei due successivi 2. Il Valore 2028, invece, paga il 4,10% annuo nei primi 3 anni, il 4,50% il 4° e 5° anno. Il BTP Valore 2030, infine, rende il 3,25% annuo nel 1° triennio e il 4,00% annuo nel 2°.
Quanto al bonus finale, esso è dello 0,50% per il BTP Valore a 4 e a 5 anni, mentre sale allo 0,70% per il Valore 2030. In pratica il 5 marzo 2030 il Tesoro pagherà un premio finale dello 0,70% lordo sul valore nominale sottoscritto.

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