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Perché toglieranno a marzo l’Assegno di Inclusione a chi lo ha preso a gennaio e febbraio

Per prendere l’Assegno di Inclusione le famiglie interessate avranno già notato che la procedura è particolare e a volte farraginosa. Infatti, presentare semplicemente la domanda non basta.

Bisogna completare almeno 3 adempimenti obbligatori. E in alcuni casi, la mancanza di uno dei tre, può portare a conseguenze nefaste per gli interessati. Ecco alcuni chiarimenti che servono a comprendere come evitare di incorrere in problemi anche per le famiglie che hanno già preso normalmente le prime due ricariche della misura a gennaio e febbraio.

Assegno di Inclusione, la procedura in sintesi

Per prendere l’Assegno di Inclusione bisogna prima di tutto presentare domanda. Si può fare al CAF, al Patronato o anche semplicemente collegandosi al sito dell’INPS con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS. Dopo bisogna iscriversi alla piattaforma SIISL, che è acronimo di Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa. Perché è necessaria questa iscrizione? Perché così si sottoscrive il Patto di Attivazione Digitale (PAD). Basta saltare un passaggio e la domanda non è completa con l’istruttoria che viene congelata dall’INPS. L’interessato non prenderà mai un centesimo se non provvede alla sottoscrizione del PAD. L’iscrizione in piattaforma è sempre telematica, sempre sul sito dell’INPS. Ma in questo caso serve per forza lo SPID per l’accesso.

Perché toglieranno a marzo l’Assegno di Inclusione a chi lo ha preso a gennaio e febbraio

Chi ha già preso le mensilità di gennaio e febbraio, è solo colui che ha completato tutta la procedura. Con l’INPS che ha approvato l’istanza assegnando il beneficio. Si tratta di soggetti che hanno ricevuto dall’INPS il messaggio di recarsi alle Poste a ritirare la card con la prima ricarica già dentro. Ma c’è anche dell’altro. Perché a gennaio e febbraio anche chi non ha rinnovato l’ISEE scaduto il 31 dicembre 2023, ha preso lo stesso il sussidio. A marzo questo non accadrà. Infatti, serve l’ISEE in corso di validità, cioè l’ISEE 2024 che fa riferimento a redditi e patrimoni del nucleo familiare, del 2022. Senza aver presentato la DSU niente ricarica a marzo. Questo vale per chi aspetta ancora l’esito della domanda presentata entro il 29 febbraio. Ma vale anche per chi ha preso regolarmente il sussidio a gennaio e febbraio. Perché per i primi due mesi dell’anno l’INPS ha considerato l’ISEE precedente, anche se scaduto.

Nello specifico l’INPS nel messaggio 835 del 26 febbraio spiega che la DSU 2024 era da presentare entro il 29 febbraio. Chi non lo ha fatto troverà la pratica di ADI sospesa in attesa di attestazione ISEE. Ecco spiegato quindi perché toglieranno a marzo l’Assegno di Inclusione a chi non si adegua al rispetto della normativa.

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