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Piante e fiori preferiti da William Shakespeare: quali aveva in giardino, quali regalava e quelle a cui dedicava le sue opere

William Shakespeare è stato uno dei più grandi drammaturghi e poeti della letteratura inglese. Ma non era solo un maestro con le parole. Era anche un appassionato giardiniere. Le sue opere sono intrise di riferimenti alla natura e ai fiori e riflettono la sua profonda passione per il suo spazio verde.

Attraverso le opere di William Shakespeare possiamo scoprire in che modo si sviluppa il rapporto personale tra uno scrittore e il proprio giardino. Le piante che lui coltivava finivano per decorare i suoi versi e avevano un ruolo simbolico metaforico grazie ai quali riusciva a trasmettere significati complessi e profondi.

Lo faceva spesso attraverso le rose, piante sempre presenti nel giardino di Shakespeare, perché lui spesso regalava come presenti e doni sentiti. Per Shakespeare, le rose erano simbolo di amore, passione e bellezza. La presenza di questi fiori è evidente nell’opera di Romeo e Giulietta. Le famiglie rivali dei Montecchi e dei Capuleti erano simboleggiate dalle rose rosse e da quelle bianche.

Come abbelliva il suo giardino

Tra le piante e i fiori preferiti da William Shakespeare, i giacinti occupavano una posizione privilegiata. Li curava in continuazione nel suo giardino, li teneva vicino alla finestra della camera da letto. I Giacinti rappresentavano per Shakespeare la bellezza, la gioventù, ma anche l’amore non corrisposto. Averli vicini in casa significa tenere particolarmente al rapporto con la persona che amiamo. Nel Racconto d’inverno, per esempio, il personaggio di Perdita paragona la sua bellezza a quella del giacinto.

Nel giardino di Shakespeare non mancavano i rampicanti, presenti negli atri e nei chiostri. L’edera veniva utilizzata dal poeta per rappresentare l’infedeltà, il tradimento e la gelosia. Nella tragedia Amleto è un elemento chiave che simboleggia la corruzione e la manipolazione.

Piante e fiori preferiti da William Shakespeare in primavera

La primavera era una delle stagioni preferite da William Shakespeare. Presente in moltissime sue opere, questa stagione tornava costantemente tra i temi più trattati. Il motivo è semplice. La primavera per Shakespeare rappresentava la rinascita, la speranza, il rinnovamento. Lo si intuisce sia ne Il racconto di due città, sia nel Sogno di una notte di mezz’estate.

Shakespeare amava particolarmente le erbe aromatiche. Nel suo giardino coltivava con attenzione le piantine di alloro che associava a vittoria, onore, trionfo. Le menzionava spesso nelle sue opere facendo riferimento ai leader militari e ai personaggi eroici. Nel Giulio Cesare, per esempio, Cesare riceve una collana di alloro prima di essere assassinato. Anche la menta veniva coltivata con attenzione e nello stesso tempo veniva spesso menzionata nelle sue opere. Questo è dovuto al suo aroma fresco e rigenerante che lo ispirava particolarmente. Shakespeare associava alla menta la gentilezza e per questo nelle sue opere appare in contesti sociali e romantici.

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