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Sai perché a Pasqua si regala la colomba? Non ti immagini chi la mangiò per primo, secoli fa

Se a Natale il dolce tradizionale è il panettone, a Pasqua, oltre alle uova, non può certo mancare la colomba. In una delle sue tante versioni. Qualche giorno fa, abbiamo visto perché si regalano le uova. Ma tu sai perché si mangia la colomba pasquale? Ecco l’origine della golosa tradizione.

“Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi” è uno dei detti più conosciuti, che accompagnano queste due festività cristiane, tanto care agli italiani. Indipendentemente da dove si passerà la Pasqua di domenica 31 marzo e con chi, resta una (quasi) certezza. Mangeremo la colomba, il dolce tipico di Pasqua, insieme con le uova di cioccolato.

Una tradizione, come quella del panettone natalizio, alla quale è difficile sottrarsi. E poco importa di come, la colomba tradizionale, venga poi declinata, a seconda dei gusti e delle Regioni italiane. Resta il fatto che, a fine pranzo pasquale, è quasi obbligatorio mangiarne una fetta. Sai perché a Pasqua si regala la colomba? Te lo sei mai chiesto? Se vuoi fare un figurone a tavola, raccontandolo, ecco spiegato il motivo.

Non solo per un motivo religioso, ma la colomba ha anche delle tradizioni laiche. Ecco quali

Certo, essendo una festa cristiana, il primo pensiero va alla rappresentazione, in forma dolce, dello Spirito Santo. Le colombe, del resto, ricorrono spesso nell’Antico e nel Nuovo Testamento. Si pensi a quelle di Noè, durante il diluvio universale, per esempio. Portava un ramoscello di ulivo, simbolo del perdono di Dio verso l’uomo, che è il senso della Morte e Resurrezione di Gesù, che ha espiato i peccati di tutti noi e rappresenta la salvezza. Ma la colomba ricorre anche prosaicamente in altri episodi.

Sai perché a Pasqua si regala la colomba? Ecco le leggende che la riguardano come dolce

Il primo riguarda re Alboino che, conquistata Pavia, chiese ai nobili, per Pasqua, pietre preziose, oro e 12 ragazze sedicenni. Il cuoco gli fece assaggiare un dolce a forma di colomba e Alboino ne fu talmente estasiato da promettere rispetto alle colombe. Infatti, le sedicenni si presentarono a lui dicendo, ognuna, di chiamarsi Colomba, venendo liberate.

E che dire di San Colombano, dal quale potrebbe aver ricevuto il nome. Invitato a mangiare, dalla regina Teodolinda, ma essendo in penitenza, rinunciò alle portate di carni e selvaggina. L’incidente diplomatico era dietro l’angolo, ma Colombano trasformò quei piatti in pani bianchi a forma proprio di colomba.

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