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Attento, ti levano la pensione anche per qualche rimborso spesa che percepisci, lo dice il FISCO

Sembrerà una fake news e invece è la pura verità che proviene dalle risposte agli interpelli all’Agenzia delle Entrate che spesso vengono sottovalutate da molti. Le interpretazioni che le autorità danno ai quesiti sono molto importanti perché permettono di approfondire meglio alcuni aspetti di normative vigenti anche in materia pensionistica.

Oggi parliamo di Quota 100, Quota 102 e Quota 103. Si tratta di tre misure che hanno due cose in comune. Innanzitutto, sono misure che entrano nel perimetro di quelle che vengono chiamate misure di flessibilità pensionistica. E poi sono misure che hanno un limite di cumulo con redditi da lavoro. Cosa c’entra tutto questo con l’Agenzia delle Entrate? Il fatto è che proprio in virtù di un vecchio interpello possiamo lanciare un vero allarme. “Attento, ti levano la pensione anche per qualche rimborso spesa”, questo l’allarme da non sottovalutare.

Attento, ti levano la pensione anche per qualche rimborso spesa

La Quota 103 è attiva anche nel 2024 dopo essere nata per durare solo per il 2023. Si può andare in pensione con questo strumento a partire dai 62 anni di età con almeno 41 anni di contributi. La Quota 102 invece è stata in vigore solo nel 2022, ed ha permesso il pensionamento a partire dai 64 anni di età con almeno 38 anni di contributi. Invece la Quota 100 è durata per un triennio, cioè dal 2019 al 2021. La misura partiva dai 62 anni di età con almeno 38 anni di contributi. Molti lavoratori sono oggi in pensione con queste misure ed alcuni andranno in pensione adesso con la Quota 103. Chi prende una pensione per il tramite di una qualsiasi di queste misure non può lavorare ed arrotondare ciò che prende di pensione con altri redditi da lavoro. L’unica eccezione è data dal lavoro autonomo occasionale ma solo fino al tetto massimo di 5.000 euro annui.

Ecco a cosa prestare attenzione per non perdere i trattamenti

Un pensionato che decide di fare saltuariamente il professionista, con un lavoro autonomo occasionale, salva quindi la pensione. Sempre che non superi i 5.000 euro per anno solare. Infatti, chi nonostante il divieto di cumulo, torna a lavorare, perde il diritto alla pensione. Come lo perde chi arrotonda la pensione anche semplicemente con 5.001 euro annui. Superare il limite non è difficile. Basta per esempio che un professionista, che magari supporta i contribuenti nelle dichiarazioni dei redditi, riceva dei rimborsi spesa che secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate fanno reddito. Le somme percepite sotto forma di rimborsi per le spese sostenute dal professionista per la produzione del reddito di un “cliente”, come previsto dal TUIR, fanno reddito perché quelle spese sono state portate in deduzione dal reddito dallo stesso professionista. Nulla di nuovo però, perché il Fisco sul suo portale ufficiale sottolinea come rientrano nel reddito imponibile di un professionista, non solo i compensi ma anche i rimborsi, siano essi per le cosiddette “spese vive” che per eventuali rimborsi viaggio e simili.

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