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Per andare in pensione presto non basteranno 20 anni di contributi: ecco perché va sempre peggio

Non è una novità che in Italia i requisiti per andare in pensione aumentano nel tempo. La pensione degli italiani si allontana sempre di più. Qualcuno lo ha dimenticato, ma le pensioni sono collegate alla vita media della popolazione.

L’ultimo scatto è stato riportato nel 2019, quando tutto salì di 5 mesi. Le stime ISTAT sulla vita media degli italiani da qualche anno non hanno riscontrato cambiamenti importanti a tal punto da determinare nuovi scatti. E fino al 2026 tutto dovrebbe restare inalterato rispetto ad oggi. E poi? Probabilmente per andare in pensione presto non basteranno 20 anni di contributi versati come non basteranno più 67 anni di età. La Legge di Bilancio 2024 non ha fatto altro che confermare tutto questo, estendendo l’ipotetico ma prevedibile scatto anche ai contributivi puri.

Per andare in pensione presto non basteranno 20 anni di contributi per la pensione anticipata contributiva

Nel 2019 le pensioni furono inasprite di 5 mesi. Quelle di vecchiaia passarono da 66 anni e 7 mesi di età a 67 anni esatti. Quelle anticipate invece passarono da 42 anni e 5 mesi di contributi a 42 anni e 10 mesi (per le donne da 41,5 a 42,10). Questo è l’ultimo scatto applicato, perché fino ad oggi i requisiti del 2019 sono i medesimi di oggi. E sarà così anche per il prossimo biennio, ovvero per gli anni 2025 e 2026. Da quello successivo però si tornerà a salire, anche se la certezza verrà con il classico decreto attuativo del Governo che oggi appare ancora prematuro. Probabilmente sarà di 3 mesi lo scatto, anche se usando cautela, potrebbe essere anche di “soli” 2 mesi. Uno scatto come sempre che parte dalla stima di vita della popolazione italiana. Nella manovra di Bilancio però c’è una novità che probabilmente tutti hanno sottovalutato. E riguarda la pensione anticipata per chi ha iniziato a versare dopo il 31 dicembre 1995. Anche i contributi per questa misura rischiano di salire di 2 o 3 mesi.

La pensione anticipata contributiva fino al 2026 e quella del 2027

Nella manovra il Governo ha introdotto alcune novità per la pensione a 64 anni di età e 20 anni di contributi per i contributivi puri. Infatti l’importo soglia della prestazione è passato da 2,8 volte l’Assegno Sociale a 3 volte. In pratica alla maturazione di età e contributi possono lasciare il lavoro con questa misura solo quelli che raggiungono una pensione pari ad almeno 1.603,23 euro. Per le donne con figli, la soglia scende a 2,8 volte (con un solo figlio) e a 2,6 volte (con 2 o più figli). Ma la novità che riguarda il futuro di questa prestazione è lo scatto relativo all’aspettativa di vita. In attesa di conferme, l’interpretazione che anche l’INPS dà alla manovra, con la sua circolare 46 del 13 marzo 2024, è preoccupante. Se è vero che l’età potrebbe salire da 64 a 64 anni e 3 mesi nel 2027, potrebbe salire pure la soglia contributiva. Che passerebbe da 20 anni esatti a 20 anni e 3 mesi. Nella manovra, infatti, il Governo ha corretto l’articolo 24, comma 11, del DL 201/2011. L’adeguamento del requisito contributivo alla speranza di vita non riguarderà più soltanto le pensioni anticipate ordinarie, ma anche quelle contributive.

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