SGARBI ED IL FUTURO POLITICO DI SULMONA

Una cosa è certa, Vittorio Sgarbi ha dato uno scossone alla vita politica cittadina. Le polemiche con il sindaco Casini, la senatrice Di Girolamo e la consigliera regionale Scoccia sono state le prime avvisaglie. L’indicazione iniziale della Salvati come possibile candidato del centrodestra ed infine la riunione in sua presenza di tutti i partiti della coalizione hanno avuto l’effetto di posizionare la palla al centro del campo. Ma non solo. L’effetto più importante, oltre ad aver riunito un’area che da troppo tempo appariva inesistente, è quello di aver tracciato un percorso, il percorso del centrodestra. Sembra evidente a questo punto che ci sarà una coalizione formata da Lega-Fdi-Fi-Rinascimento (Lista Sgarbi) e forse una lista civica. Peraltro al suo arrivo a Sulmona Sgarbi ha dichiarato di aver sentito Marsilio lasciando intendere che il percorso inizia addirittura con la benedizione del presidente della Regione di stampo meloniano. Tutto da scoprire il candidato sindaco che Marsilio e company, insieme a Sgarbi, sceglieranno, visto che il professore non ha escluso che possa essere un grande personaggio pescato al di fuori delle mura cittadine (purché sappia parlare il latino). Il centrodestra, quindi, si prepara a lanciare la sfida alla collaudata macchina elettorale dei civici, facenti capo all’ex assessore Andrea Gerosolimo, che da tempo lavorano per mettere in piedi una coalizione composta da cinque o sei liste civiche. L’ulteriore conseguenza di tutto questo scossone sarà probabilmente l’isolamento del Partito Democratico sulmonese, ma ancor di più dei tre moschettieri di Italia Viva. Non è un mistero infatti che Pingue, Perrotta e Di Marzio, pur di sconfiggere il civismo (dal quale, peraltro, almeno due su tre provengono), abbiano lavorato per creare una grande coalizione che potesse abbracciare Partito Democratico, Lega e Fratelli d’Italia. Ma in un’ottica di ricomposizione del centrodestra emerge chiaramente il fallimento di quel tentativo. A questo punto, dopo aver girovagato tra Psi, +Europa ed Italia Viva, non disdegnando simpatie per il Pd, e dopo aver fallito in quel tentativo, non è da escludere che la giovane promessa di casa Pingue possa decidere di scendere in campo in prima persona per la scalata a Palazzo San Francesco.

Barbato da Sulmona

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