ACCORPAMENTO CARDIOLOGIA: ESIGENZA COVID O RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE OSPEDALIERA?

In base al decreto Lorenzin nella Regione Abruzzo gli ospedali di primo livello avrebbero dovuto essere quattro con funzioni di hub mentre altri tre, Avezzano Vasto e Lanciano, con funzione di Spock. Considerando che il nuovo piano di riorganizzazione della rete sanitaria individuava tre macro aree e cioè una rete dell’ictus cerebrale, una dell’emergenza cardiologica e una del trauma grave, nei quattro ospedali con funzioni da hub avrebbero dovuto esserci la cardiologia, l’Utic e l’emodinamica mentre ad Avezzano, Sulmona, Lanciano, Vasto e Giulianova avrebbero dovuto esserci solo le Utic. Secondo il riordino della rete ospedaliera a Sulmona la cardiologia era qualificata come Unità Operativa complessa mentre nessuna qualificazione appariva per l’Utic. In un modo o nell’altro un reparto sembrava destinato a scomparire. Con l’emergenza Covid, a seguito di episodi di contaminazione di alcuni pazienti e del personale medico e sanitario, la dirigenza sanitaria ha deciso di accorpare la cardiologia all’Utic riducendo le stesse ad un unico reparto. Nonostante la negativizzazione del personale sanitario, i riparti continuano ad oggi ad essere accorpati. Pur non volendo fare un processo all’intenzione ci viene comunque da pensare che si stia compiendo un ulteriore passo verso la realizzazione del processo di riqualificazione della rete ospedaliera e di razionalizzazione della spesa sanitaria. Per evitare fraintendimenti forse sarebbe il caso che qualcuno vada a bussare alla porta del direttore generale per chiedere spiegazioni altrimenti qualcuno potrebbe essere legittimato a pensare che da tempo Sulmona abbia abbandonato la battaglia per ottenere un ospedale di primo livello. Se è vero che una prima battaglia è stata già vinta quando da ospedale di zona disagiata l’ospedale di Sulmona è rientrato tra gli ospedali di base e la strada è ancora lunga per ottenere un pieno riconoscimento come ospedale di primo livello. L’ospedale non sarà un monumento da valorizzare ma certamente è una delle risorse più importanti della nostra comunità peligna in termini di diritto alla salute e diritto alla vita.

Avv. Catia Puglielli

 

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