PUNTO NASCITA, SCOCCIA: CHIUSURA DA SCONGIURARE CON SOLUZIONI E MENO RISOLUZIONI

“La chiusura del punto nascita di Sulmona deve essere scongiurata con ogni mezzo a nostra disposizione”. Ad affermarlo la consigliera regionale Marianna Scoccia che ribadisce l’impegno intrapreso nella battaglia per la salvaguardia del reparto dal 2019 e “da sindaco mi attivai sin da subito come molti altri colleghi”. A proposito di battaglie, Scoccia ricorda che al momento della votazione di una sua risoluzione in consiglio regionale la Lega, ed anche la consigliera Antonietta La Porta, uscirono dall’aula. “Questione di stili e di obiettivi”. Commenta Marianna Scoccia. “Personalmente – prosegue – ho sempre, e solo avuto, l’intento di difendere i diritti del territorio e ritengo, oggi come allora, che sia giusto, farlo senza guardare convenienze e colori politici, nonostante il colpevole immobilismo dell’assessore alla sanità, soprattutto quando si parla di sanità in pieno periodo pandemico. Quello che doveva essere realizzato dalla Regione Abruzzo per ottenere la deroga al Decreto Lorenzin era l’attuazione di un Piano di adeguamento agli standard, come da direttive ministeriali, in termini di   dotazioni organiche e di assistenza con guardia attiva anestesiologica e pediatrico/neonatologica H24, per la sicurezza delle madri e dei neonati”. Nell’ultima seduta del consiglio regionale, Marianna Scoccia fa presente di aver votato “con consapevolezza la risoluzione della consigliera La Porta, che  dopo anni di silenzi finalmente batte un colpo. Non sono – aggiunge – per la contrapposizione ma per la collaborazione a tutela dell’intero territorio peligno che vorrebbe la messa in atto con forza di iniziative  di questo tipo. Avrebbe avuto ancora più forza e calore se iniziative di questo tipo fossero fatte insieme e non rappresentino una gara a chi fa prima. Un territorio che ha due rappresentanze regionali non deve dividersi  su argomenti di questo tipo. Ora spero – conclude – che ci siano più soluzioni e meno risoluzioni, come qualcuno diceva qualche tempo, e che finalmente la Regione intervenga dopo due anni persi”.

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