VACCINO JOHNSON: TORNA LA PAURA TROMBOSI

La campagna vaccinale in Italia subisce un’altra battuta di arresto dopo il blocco alle somministrazioni in Usa del Johnson & Johnson. Nonostante la casa farmaceutica abbia escluso per il momento un nesso causale tra i casi di trombosi registrati e il vaccino annunciando un ritardo nella distribuzione delle dosi in Europa, l’Aifa ha raccomandato gli operatori sanitari sul vaccino Vaxzevria (AstraZeneca) di “vigilare su segni e sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia e informare di conseguenza i vaccinati”. Intanto assistiamo a disdette di vaccinazioni prenotate, anche senza preavviso, con la conseguenza di dover gettare dosi inutilizzate di vaccino in un periodo di grande carenza di disponibilità. In questa confusione in data 12 marzo è stato pubblicato uno statement della Società Internazionale di Trombosi e Emostasi (ISTH), condivisa dalla task force su Covid-19, che esprime la posizione dei componenti di una commissione internazionale di esperti. La società internazionale di trombosi ed emostasi raccomanda che tutti gli adulti eleggibili continuino a ricevere le loro vaccinazioni Covid-19. L’esiguo numero di eventi trombotici, in rapporto ai milioni di somministrazioni di vaccini Covid-19 effettuati non suggerisce un collegamento diretto. Gli eventi trombotici sono comuni nella popolazione generale e non sono stati in precedenza associati alla vaccinazione. Al momento non sappiamo se gli eventi registrati sono casuali o se la vaccinazione può incrementare in rari casi il rischio di trombosi. E’ importante sottolineare tuttavia come i trial clinici sulle vaccinazioni Covid-19 non abbiano evidenziato un incremento del rischio di trombosi. I benefici della vaccinazione Covid-19 superano fortemente il rischio di potenziali complicazioni per pazienti con storia di eventi emocoagulativi o per quelli che assumono farmaci anticoagulanti.

Avv.  Catia Puglielli

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