PRIMO LIVELLO? CI VOGLIONO INTERVENTI

La sanità così come l’ospedale di Sulmona è stata sempre oggetto di dichiarazione di intenti tanto più ci si avvicina alle competizioni elettorali. Nello specifico gli operatori del settore sanno bene che l’ospedale di Sulmona non ha bisogno di un bel vestito da indossare ma ha bisogno gli investimenti per rendere efficiente il servizio sanitario. Questo per dire che cambiare nome nell’ambito della classificazione degli ospedali non fa venire meno le difficoltà che vivono gli operatori sanitari se non segue una programmazione volta a garantire una completa pianta organica. Oltre gli intenti politici di ottenere una dichiarazione di primo livello i fatti raccontano che alcuni reparti sono stati accorpati, i primari non vengono nominati oramai da anni in attesa della definizione del nuovo assetto ospedaliero e molti  servizi sono stati persi in barba al concetto del potenziamento non tralasciando certamente i diritti acquisiti  dall’ultimo piano sanitario che prevedeva un rafforzamento di tutta la medicina territoriale e del sistema della riabilitazione. Se da un lato si esulta alla vittoria perché il governo regionale finalmente capisce che abbiamo bisogno di un ospedale di primo livello da un lato continuiamo a fare i conti con le criticità come il caso di ieri dove pazienti hanno denunciato pubblicamente di essere rimasti in attesa per circa dieci ore in pronto soccorso in attesa di un cardiologo. Non è la prima volta che in assenza di una figura medica il servizio si arresta. Se la sovranità appartiene al popolo forse è giusto tornare da ascoltare il popolo.

Avv. Catia Puglielli

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