MARELLI, PROROGATA LA CASSA INTEGRAZIONE PER I 600 DIPENDENTI

Per gestire le conseguenze della crisi Sevel, è stata rinnovata la cassa integrazione alla Magneti Marelli. Nell’azienda di Atessa è stata annunciata una riorganizzazione dei turni perché mancherebbero i semiconduttori, necessari per le parti elettroniche del furgone Ducato che viene prodotto nel sito. Questa situazione ha costretto la dirigenza a rivedere i turni che passeranno, dal 27 settembre, dagli attuali 18 di produzione a 15 e per la manutenzione da 20 a 18. La Magneti Marelli, che affianca la Sevel, è stata dunque costretta a prorogare la cassa integrazione fino al 6 novembre. L’annuncio è stato dato dall’azienda nel corso degli incontri, a tavoli separati, con i sindacati. La preoccupazione è quella della delocalizzazione del lavoro in Europa dell’Est e l’incertezza sul futuro dei 600 dipendenti dello stabilimento di Sulmona dove si producono componenti per l’automotive. “Abbiamo chiesto – si legge in una nota della Fiom-Cgil – di garantire la maturazione dei ratei, ma l’azienda non lo ritiene necessario perché, a suo dire, nell’immediato non dovrebbe presentarsi l’esigenza. Nel caso in cui lo scenario dovesse cambiare le parti si incontreranno di nuovo per rivedere tale decisione aziendale. Sottolineiamo comunque le superficialità dell’azienda nelle comunicazioni degli ultimi giorni, complice certamente una cattiva abitudine del cliente nel comunicare le cose minuto per minuto, ma anche legata ad una evidente negligenza da parte dell’azienda nella comunicazione verso i responsabili di Ute e a cascata verso gli operai. Quasi tutti infatti, capi operai e sindacati, fino ad oggi, si stavano ancora chiedendo (senza ricevere nessuna risposta ufficiale e formale) in che modo sarebbero state coperte tutte queste giornate di fermo produttivo. Tutti in attesa che qualcuno si svegliasse dal letargo! Evidentemente ci sono figure totalmente scollate dalla realtà dell’officina, o totalmente inadeguate al ruolo che rivestono, tanto da non rendersi minimamente conto che ci sono 560 lavoratori che attendono risposte e direttive da chi ricopre un ruolo che ha come obiettivo la comunicazione fra le varie parti! Informiamo i lavoratori che i firmatari si ostinano a chiedere che gli incontri sulla CIGO avvengano separatamente, fregandosene evidentemente della criticità del momento che consiglierebbe di mettere insieme le forze. Ricordiamo che negli altri stabilimenti nel quale è presente il CCSL, gli esami congiunti per la cassa integrazione si stanno svolgendo unitariamente. Li invitiamo pertanto a mettere da parte certe logiche campanilistiche che poco o nulla hanno a che fare con l’interesse comune, e facciamo un appello a quei lavoratori che continuano a sostenere le OO.SS. firmatarie. Chiedete conto ai vostri rappresentanti, interni ed esterni, di quello che fanno e delle loro incoerenze, il momento è davvero preoccupante e serve la forza di tutti. Ribadiamo la disponibilità della Fiom ad un incontro unitario per una riflessione profonda sulla situazione”.

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