FOLIAGE D’AUTUNNO TRA GREEN PASS E RUMI

Amici di “Punto e Virgola” ben trovati in questo nuovo appuntamento settimanale. Di cosa volevo parlarvi oggi? Magari del foliage d’autunno, la stupenda variazione autunnale del colore delle foglie degli alberi che dal verde passano al giallo, all’arancione e alle diverse gradazioni del rosso, viola e marrone.

Invitarvi a fare una bella e gradevole passeggiata nei nostri boschi, di cui l’Abruzzo e il nostro territorio ne è ricco, il Bosco di Sant’Antonio a Pescocostanzo, il Bosco San Giovanni a Guardiagrele, il Bosco Don Venanzio a Pollutri solo per citarne alcuni. Potrei parlarvi un po’ di quello che sta succedendo a livello politico, ma non amo parlare di politica se non con una piccola parentesi su quello che spero e speriamo tutti.

Un risultato vero, concreto, un coro, una voce unica che fosse in grado di rappresentarci, che possa tutelarci e proteggerci, che possa aiutarci a rinascere e a prendere in mano la nostra realtà, con tutte le problematiche ed esigenze. Che capisca l’importanza di far conoscere fuori i confini regionali e nazionali chi siamo, la nostra storia, i nostri prodotti, le nostre tradizioni e tutto quello che di meraviglioso abbiamo da offrire. Che sia capace di avere una visione a 360° e che si metta davvero al servizio della comunità con profondo senso di responsabilità. Qualsiasi scelta, qualsiasi situazione noi stiamo vivendo ha una ripercussione importante, non solo oggi o domani ma anche e soprattutto a distanza di anni, credo che ormai questo l’abbiamo capito tutti a caro prezzo. Mi piacerebbe parlarvi anche della nuova normativa che ormai sarà in vigore dal prossimo 15 ottobre quella che prevede l’obbligo dei Green Pass a tutti i lavoratori. Distinzione alcuna. Tutti dovranno essere muniti di Green Pass per poter esercitare la loro professione. Esenti solo chi ha veramente delle problematiche importanti di salute riconosciute, dimostrate e certificate. Vaccino o tampone valido, risultato negativo nelle 48 ore oppure la guarigione dallo stesso Covid dimostrato negli ultimi sei mesi. Ricordando il primo articolo della Costituzione: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”. Ha davvero dell’incredibile mettere i cittadini italiani davanti a una scelta simile. Non voglio fare polemica e fare distinzione tra pro-vax e no-vax, tra chi pensa che il vaccino è l’unica soluzione a questo problema e chi pensa che questo che stiamo vivendo sia una strategia ben studiata, ben ricercata e ben definita per un nuovo progetto mondiale di transizione digitale e transizione tecnologica. Vorrei soffermarmi su un aspetto importante, la condizione dei nostri bambini e dei giovani perché i ragazzi, gli adolescenti si danno sempre più all’alcol, al consumo di droga, alle ore intere sui social di cui non ne riescono più a fare a meno. I nostri bambini in un anno e mezzo si sono visti privati della scuola in presenza, delle risate senza mascherina, dei compleanni, delle attività, delle situazioni di socializzazione e di opportunità di movimento. I bambini stanno perdendo le loro capacità motorie, o meglio non le stanno acquisendo e sviluppando. Non sanno camminare, non sanno correre, non sanno saltare, non sanno muoversi nello spazio-tempo, non hanno il senso dell’equilibrio, oltre ad avere grandissime importanti difficoltà nel socializzare. Questo si ripercuoterà nel futuro nei modi più disparati. Cosa stiamo facendo noi adulti a riguardo? Non siamo da meno, siamo arrivati a un punto dove arriviamo a toglierci la vita, arriviamo ad avere forti e importanti depressioni e abusiamo a nostra volta d’alcol, droga, giochi d’azzardo e prostituzione.


Viviamo nel disagio. Queste sofferenze, vuoti interiori nascosti dietro falsi sorrisi, capi all’ultima moda e finto buonismo. Mascherina e Green Pass in tasca, vaccino appena fatto di cui si è fieri e si è convinti di stare bene che non esiste problema e soluzione da trovare. Molti hanno perso la fiducia, fiducia nei politici, nei media. Molti invece sono totalmente impauriti, hanno smesso di vivere e non lo sanno, non uscendo neanche più dalle loro case per il terrore di ammalarsi e forse morire di Covid. Siamo tutti malati, perché siamo tutti terrorizzati dall’idea di morire. L’idea di morire ci paralizza, ci spaventa a tal punto da essere disposti ad accettare qualsiasi cosa pur di non morire. Fa parte della nostra stessa esistenza la morte come esperienza stessa di vita. Non possiamo scegliere dove e come, se non in casi di gesti estremi che purtroppo non potremmo mai capire fino in fondo. Possiamo scegliere come vivere. Dovremmo tornare a pensare che abbiamo sempre una scelta. Come ad esempio se rimanere a casa o se uscire ad ammirare le foglie che cambiano colore. La possibilità di scegliere un rappresentante politico piuttosto che un altro, la possibilità di scegliere di una cura preventiva sanitaria o meno. Scegliere di rimanere in silenzio o scegliere di parlare, scegliere da che parte stare o scegliere anche di non stare da nessuna parte. L’articolo di oggi voleva parlare anche di Rumi, 800 anni sono passati dalla sua nascita, un articolo forse un po’ lungo e di sfogo quello di oggi ma sono certa di quanto più la nostra società ci spinga ad essere materialisti e consumisti oltre che digitalizzati, più una bella parte di noi sente il bisogno di allontanarsi da un modello che è lontano dalla nostra vera natura. Vuole avvicinarsi a qualcosa di più grande, di più profondo, di più semplice e chiaro. Vuole conoscersi ed approfondire la sua parte più nascosta, elevata, quella dello spirito. Perché quando si parla di spirito, d’amore, di vita, di morte è una sorta di lingua universale, fa emozionare, scaturire delle riflessioni, fa vibrare la nostra cassa, il nostro cuore.

Non abbiate paura, impariamo dalle foglie che nonostante la perdita della clorofilla si avvicinano alla fine del loro ciclo di vita regalandoci uno spettacolo unico ogni anno. Vi saluto con un aforisma del poeta, mistico, filosofo Rumi, la cui ricorrenza della sua data di nascita era lo scorso 30 settembre: “La paura è senza motivo. Essa è immaginazione, e vi blocca come un paletto di legno può bloccare una porta. Bruciate quel paletto”.

Latifa Benharara

(foto di Giovanni Sarrocco)

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