ORGANICO CARCERE SULMONA, NARDELLA: IL PROVVEDITORATO HA PRESO UN ABBAGLIO

“La UIL PA, unendosi alla categorica risposta data dal direttore, rimanda al mittente le presunte risposte che gli uffici del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria avrebbero dato circa il fatto che l’attuale organico presente in istituto risulterebbe sufficiente finanche a coprire l’esigenza operativa dell’ormai pronto nuovo padiglione, per il quale a giorni ci sarà il collaudo”. Ad affermarlo è Mauro Nardella, segretario territoriale Uil Pa. “Se ciò rispondesse al vero, anche se riteniamo di  credere fermamente a ciò che la direzione di Sulmona afferma, ci ritroveremmo di fronte ad una vera e propria presa in giro” sottolinea Nardella. Questi i fatti ricordati dallo stesso esponente sindacale. Il 22 luglio 2021 la Direzione Generale del Personale e delle Risorse disponeva il trasferimento di 37 unità di polizia penitenziaria in entrata al carcere di piazzale vittime del dovere e 6 in uscita. Il 28 luglio, sempre la D.G.P.R., disponeva l’assegnazione di 3 unità di polizia penitenziaria femminile di prima nomina dal 178°corso. Il 14 settembre, sempre ad opera della D.G.P.R., veniva disposta la revoca del trasferimento di una delle unità trasferite con provvedimento del 22 luglio 2021. “Guardando i dati si potrebbe pensare ad un fatto positivo ma di fatto non lo è per niente. Tra persone andate nel frattempo in pensione e quelle congedate perché ritenute inabili ci ritroviamo con una realtà poco stimolante dal punto di vista numerico e non solo. Su questo concordiamo con la Direzione quando al PRAP risponde  affermando che i provvedimenti adottati non hanno costituito alcun incremento del numero di poliziotti effettivamente in servizio presso il carcere peligno. Il tutto visto che in luogo delle 248 unità in servizio al 1° gennaio di quest’anno l’istituto di pena ovidiano, ad oggi, si ritrova con due unità in meno in organico ( 246 in luogo delle 248 di Gennaio). Abbiamo quindi modo di ritenere, dando uno sguardo ai numeri, che il PRAP abbia preso un autentico abbaglio” accusa Nardella. “Ci uniamo, a tal proposito, al pensiero del direttore del carcere quando afferma che risulta fuorviante  che il PRAP parli di avvenuto incremento delle unità di polizia penitenziaria;  semmai i provvedimenti adottati hanno più realisticamente ridotto una gravissima carenza di polizia penitenziaria sull’organico, mai condiviso dalla UIL PA polizia penitenziaria aquilana, fissato dal Provvedimento del Capo del Dipartimento del 29 novembre 2017 e che nonostante i provvedimenti adottati si registra tuttora una grave carenza di personale, senza contare quello necessitante per la messa in funzione del nuovo padiglione pari a 21 unità” continua Nardella. “Il tutto senza considerare il fatto che malgrado ci si impegni allo spasimo a cercare di ridurre il numero di ferie arretrate accumulate negli anni dai baschi blu sulmonesi non si può che denunciare il totale fallimento in tal senso atteso che, in tali condizioni, resiste l’impossibilità a smaltire anche solo una parte delle decine di migliaia di giornate accantonate. A tutto ciò vanno aggiunte la precarietà e la difficoltà nell’amministrazione di un istituto che ospita 400 detenuti ad alta sicurezza con una forza insufficiente ed indadeguata alle reali necessità. La frittata è fatta se a tutto questo aggiungiamo il fatto che il personale è molto anziano, falcidiato da numerose patologie, demotivato dal vedere sempre più cadere nel baratro il sistema penitenziario e che rispetto ai colleghi del Nord, moltissimi dei quali agenti di primo pelo, risulta essere ( giustamente direi)in possesso di requisiti in ordine ai diritti soggettivi  maggiori. Solo per fare un esempio, un poliziotto penitenziario con 25 anni di servizio ( quasi tutti quelli di Sulmona) ha in dote 15 giorni di congedo annui in più rispetto ad un agente appena uscito dal corso e che, come detto, quasi sistematicamente opera in istituti del Nord Italia. Tutto questo si traduce per il carcere di Sulmona in circa 3000 giornate lavorative in meno e che non fanno altro che riverberarsi negativamente sulle energie psico-fisiche dei malcapitati  le quali, a volte, si traducono in necessari e vitali ricorsi a periodi di malattia. La UIL ovviamente si oppone alla politica devastante che si è andata perpetrando a danno del carcere ovidiano. Così come si oppone alla dinamica che vede sopprimere posti di servizio anche di rilevante portata solo perché si ritiene irresponsabilmente di poterli gestire da remoto con mezzi tecnologici che nulla hanno di umano. La UIL PA PP da alcuni mesi evidenzia, cosa che ha ribadito anche  ieri durante l’esame congiunto, che siamo vicini al punto di non ritorno ( questo sempre che non lo si è già raggiunto). Solo guardando alla questione degli organici non possiamo che far denotare il fatto che, così facendo, l’amministrazione rischia di compromettere la sua immagine poiché si mostrerebbe “reietta” dal punto di vista amministrativo nei confronti dei suoi dipendenti. La situazione è sotto gli occhi di tutti. Tutto rimarca fuorché qualcosa di buono” conclude il dirigente Uil Pa.

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