COVIDIANA ESPERIENZA

Carissimi amici lettori di “Punto e Virgola”, ben trovati in questo nuovo appuntamento settimanale ed a questo giro tocca dirlo, del tutto “Covidiano”. E bene sì, sono anche io risultata positiva al Covid e da diversi giorni ormai in totale isolamento. La variante Omicron, come ci hanno comunicato ripetutamente i media, si trasmette quattro volte di più rispetto alle altre ma fortunatamente è meno aggressiva. I dati nel nostro territorio sono sconcertanti, i casi aumentano ogni giorno e se continuano i numeri dei pazienti in terapia intensiva la nostra regione da gialla passerà ad arancione. La mia attenzione in questo articolo però non vuole essere concentrata su numeri e statistiche ma vorrei condividere con voi un po’ la mia esperienza diretta e le riflessioni di questi giorni.

Il Covid-19 ha cambiato totalmente le nostre vite, la nostra quotidianità, le nostre relazioni, la nostra economia, la nostra percezione della realtà. Non esiste giorno che giornali, radio, tv, internet non ci ricordi che siamo in piena pandemia. Usciamo dalle nostre dimore con le mascherine, salutiamo con un pugno teso, evitiamo qualsiasi contatto con chi è più vulnerabile e non cercando di assumere i cosiddetti comportamenti responsabili.

Siamo stati chiusi a più riprese con diversi lockdown, totali, parziali e poi divisi a colori. Potevamo girare solo con un’autocertificazione a testimoniare le ragioni dei nostri spostamenti. Abbiamo accettato la vaccinazione come unica soluzione e mezzo di salvezza con la cieca speranza che tutto potesse tornare come prima, come una volta.

Siamo stati testimoni di continue informazioni contradditorie: mascherina si mascherina no, guanti si guanti no, AstraZeneca si AstraZeneca no. “Vacciniamo prima le categorie a rischio, una dose sarà sufficiente”. “Due dosi sono sufficienti per una immunità a vita”. “Occorre vaccinare il 60% della popolazione”. “Occorre vaccinare il 90% della popolazione”. “Green Pass fino alla fine dello stato di emergenza”. “Lo stato di emergenza è prolungato fino al…?!”. “Due dosi non bastano, serve la terza dose”. “Non serve vaccinare i bambini”. “Comincia la campagna vaccinale per i bambini dai 5 ai 12 anni”. Asintomatici, tamponi, rapidi, molecolari. “Ti sei vaccinato?”. “Che ti sei fatto?”. “Sono andata a fare lo screening”. “Mi sta per scadere il Green Pass!”. “Mio figlio ha dei trombi da dopo il vaccino”. “Grazie al vaccino prendi il virus in forma più lieve”. “… È da sciagurati non vaccinarsi”. “Chi non si vaccina merita di morire”. “Eh sì #andràtuttobene, manco tanto”.

Questa pandemia ha cacciato fuori il meglio e il peggio di noi. Tutto ruota intorno ad una delle emozioni più paralizzanti, la paura. La paura impedisce di avere una visione chiara e completa della situazione e di conseguenza prendere la scelte giuste.

Questo terribile virus ha portato a miglior vita tante anime, molte invece sono morte senza saperlo, hanno smesso di vivere per paura di morire. Gli operatori sanitari piangono nel raccontare gli sforzi disumani che hanno vissuto in questi due anni.

Chi è finito in terapia intensiva intubato ne è uscito miracolato e difficilmente condivide la sua esperienza. C’è un odio e una rabbia feroce per chi decide di non vaccinarsi, c’è un’intolleranza incredibile per chi vuole provare altre cure come le terapie domiciliari. C’è anche chi follemente non crede all’esistenza del Covid. “Baaaaasta!! Non ce la facciamo più!”. Sembra davvero che non ci sia altro di cui parlare, di cui trattare, di cui argomentare.

Personalmente mi ritengo estremamente fortunata, mi sento bene e sto meglio grazie a Dio, ma i primi tre giorni sono stati duri non lo nego. Febbre alta, mal di gola, dissenteria, mal di testa, stanchezza e pressione bassa. Non ho perso il gusto e l’olfatto ma la sensazione che qualcosa viaggiasse nel mio corpo e veloce era forte. Questa sensazione non mi è nuova, nel dicembre 2019 ho avuto la stessa percezione. Come descriverla?! Come se dei pioppi e delle ragnatele si unissero e procreassero nell’apparato respiratorio. Ecco questa e l’immagine. In petto e in gola. Non respiro benissimo, i respiri profondi non sono profondi. Affronto il tutto con più serenità possibile, so quanto l’ansia e la paura giochi sulle difese immunitarie. Mangio salutare, vitamina C e D, aromaterapia a base di olio di origano e di timo che sono anti infiammatori e antibiotici naturali, sto al caldo e a riposo. Seguo le indicazioni del medico e aiuto il mio corpo anche con i metodi tradizionali. Lo spirito. Molto fa la fede, molto fa l’humor.

Bisogna ridere, ridere assai e di gusto. Avete notato come si sta bene dopo una grassa e grossa risata? Avete notato come siamo diventati immuni al divertimento e alle risate? Sembra che essere felice, sorridenti e positivi sia irrispettoso visto il dramma in cui viviamo eppure gli antichi conoscevano bene l’importanza della tragedia e della commedia. Amico/a se puoi, ridi, ridi nonostante tutto, mai prendere troppo seriamente la realtà…potrebbe cambiare!

Latifa Benharara

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