ALBA SILVANI, L’INSEGNANTE NO VAX SCENDE IN PIAZZA

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Alba Silvani, l’insegnante sulmonese no vax che annuncia l’organizzazione di un’iniziativa che si svolgerà da domani, venerdì 10 dicembre, e fino alla fine del mese nei giorni di fine settimana (venerdì, sabato e domenica dalle 10.30 alle 13 e dalle 18 alle 20). Sarà presente con un banchetto sotto i portici di via De Nino esponendo cartelli e volantini “per testimoniare la condizione di ingiustizia – afferma – di chi come me, non vaccinata, è stata sospesa dal lavoro e dallo stipendio (dal 4 ottobre). Sarò lì per confrontarmi su questi temi con i cittadini che lo vorranno, nella convinzione che il dialogo e il confronto delle idee sia una delle basi essenziali della democrazia”.

“Da molti mesi il governo, a reti e giornali unificati, bombarda i cittadini sulla necessità di vaccinarsi. Il vaccino anti-Covid formalmente è una libera scelta, ma di fatto è un obbligo. Chi osa avere dei dubbi e decide di non vaccinarsi è trattato come un untore, espulso dalla vita sociale e civile, privato della possibilità di spostarsi sui mezzi pubblici e, quel che è ancora più grave, privato del diritto al lavoro e quindi del necessario per vivere. Se il vaccino è così sicuro perché lo Stato non se ne assume pienamente la responsabilità? Perché la riversa sui cittadini costringendoli a firmare il cosiddetto “consenso informato”? Nei giorni scorsi un uomo è morto a Sulmona dopo aver fatto la terza dose. Nell’ultimo periodo altre persone sono morte dopo aver fatto la terza dose: a Beinasco (TO) e a Bordighera (IM). A Vezzano Ligure una persona è morta di Covid dopo aver fatto tutte e tre le dosi. Tutte morti “naturali”? E’ lecito, in un Paese democratico, avere dei dubbi e dissentire dalla verità unica? O bisogna solo obbedire? Ora sta per partire la campagna di vaccinazione per i bambini dai 6 agli 11 anni. E’ giusto vaccinare chi, come i bambini, non possono essere informati e non possono dare il loro consenso? La domanda se la pongono non solo molti genitori ma anche virologi e pediatri. Si risponde che da decenni i bambini vengono vaccinati e quindi non ci sarebbe nessun problema. E’ vero, ma nel caso dei vaccini tradizionali la sperimentazione è durata per anni. Per il vaccino anti-poliomielite, ad esempio, la sperimentazione è iniziata nel 1957 ed è stato approvato solo nel 1962. E’ lecito chiedersi se dietro questa fretta di vaccinare i bambini ci siano gli interessi delle case farmaceutiche? Non dimentichiamo che Albert Sabin regalò ai bimbi il suo vaccino anti-polio. Non lo ha mai voluto brevettare e di conseguenza non guadagnò neppure un dollaro. Le multinazionali del vaccino anti – Covid, invece, hanno guadagnato miliardi di dollari e altri miliardi si apprestano a guadagnarne con i vaccini ai bambini. Esse non intendono assolutamente liberalizzare i loro brevetti, con la conseguenza che il Nord del mondo tra poco tempo sarà super vaccinato mentre nel Sud del mondo solo in pochissimi hanno ricevuto la prima dose. Poi ci si meraviglia delle varianti che arrivano da quei Paesi, come la “sudafricana”. A partire da venerdì 10 e fino alla fine del mese di dicembre, nei giorni di fine settimana del periodo natalizio (venerdì, sabato e domenica) sarò presente sotto i portici Caroselli (Bar Europa) a Sulmona con volantini e cartelli per testimoniare la condizione di ingiustizia di chi, come me, non vaccinata, è stata sospesa dal lavoro e dallo stipendio. Sarò lì per confrontarmi su questi temi con i cittadini che lo vorranno, nella convinzione che il dialogo e il confronto delle idee sia una delle basi essenziali della democrazia”.

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