CONSORZIO DI BONIFICA, PIETROLEONARDO COME PONZIO PILATO

E’ notizia di questi giorni che i presidenti del Consorzio di bonifica interno “Bacino Aterno e Sagittario”, eletti dal 2017 al 2020, devono pagare una sanzione  di duemila euro a testa per perduranti situazioni di criticità degli impianti e delle strutture afferenti l’Ente, risalenti almeno all’anno 2013. Saranno solo loro a pagare poiché per i precedenti è intervenuta la prescrizione. Il tutto nasce da una nota di agosto 2020 indirizzata alla Asl1 con la quale il commissario regionale, Sergio Iovenitti, nominato a febbraio 2020, dopo la relazione titolata “Documento della Sicurezza” di aprile 2020 che evidenziava le diverse criticità in tema di sicurezza, palesava le numerose, perduranti condizioni di criticità in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori dell’Ente. In altra sede lo stesso commissario evidenziava la difficile situazione finanziaria del Consorzio, con un importante deficit di cassa ed un disavanzo di amministrazione che si protrae già dal 2011 e che doveva essere ben noto all’assessore Imprudente che è stato nell’amministrazione del Consorzio negli anni 2007/2009. Effettuati gli opportuni approfondimenti è emerso che le diverse amministrazioni, negli anni, verificata l’impossibilità di effettuare interventi sugli impianti per mancanza di risorse, hanno più volte richiesto l’intervento della Regione Abruzzo, anche in considerazione delle competenze che la stessa regione ha sui Consorzi di bonifica e sui relativi impianti che appartengono al demanio regionale. Richieste rimaste senza riscontro. Orbene, a questo punto gli amministratori eletti si sono venuti a trovare in una posizione alquanto scomoda e con poche alternative. Da un lato, prioritaria, era la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro e dall’altro l’esigenza di continuare garantire i compiti e funzioni istituzionali dell’Ente, finalizzati alla bonifica integrale quale attività polifunzionale e permanente di rilevanza pubblica, nonché alla sicurezza territoriale e ambientale. Nemmeno potevano derogare dalla indifferibile necessità di assicurare e garantire un adeguato servizio irriguo ed idraulico ai consorziati per salvaguardare le produzioni agricole e, conseguentemente, le attività produttive, l’occupazione e l’intera economia del territorio. Non volendo aumentare il tributo e non potendo scegliere tra le diverse esigenze, tutte imprescindibili, le diverse amministrazioni dell’Ente si sono venute a trovare nella necessità di adottare misure particolari per tutelare e garantire la salute e sicurezza dei lavoratori, assicurare la sicurezza territoriale e ambientale nonché fornire un adeguato servizio irriguo ed idraulico ai consorziati. Infatti, con l’adozione di misure che vanno dalle soluzioni organizzative e procedurali coerenti con la normativa vigente, con le attività educative e formative in favore dei lavoratori, con le attività di vigilanza e con i dispositivi di protezione individuale, in questi anni non si è registrato nessun infortunio riconducibile allo stato della sicurezza degli impianti e delle opere ed è stato assicurato il servizio idrico ed idraulico ai consorziati. Come sempre più spesso avviene, soprattutto nel settore pubblico, gli amministratori, a fronte della necessità di fornire un servizio essenziale, per il bene della collettività, sono stati chiamati ad assumersi responsabilità su situazioni non create da loro, e per questo sono stati sanzionati. D’altronde anche il commissario Iovenitti, avuto contezza delle diverse criticità e difformità degli impianti, assumendosene evidentemente la responsabilità, ha comunque fornito il servizio idrico nella stagione irrigua 2020. Diversamente si è comportato l’attuale commissario, Adelina Pietroleonardo la quale ha disposto che tutte le strutture esterne impiantistiche del Consorzio siano interdette ai lavoratori in attesa degli interventi necessari per la loro messa in sicurezza. Così facendo il commissario Pietroleonardo sicuramente evita e rifugge da ogni responsabilità. Ci si chiede però quali potrebbero essere le conseguenze di tale decisione sulle produzioni agricole e, conseguentemente, le attività produttive, l’occupazione e l’intera economia del territorio, nonché in caso di  eventi atmosferici estremi in tema di sicurezza territoriale e ambientale. Amministrare e governare significa anche assumersi delle responsabilità per un bene superiore e di tutti.

Oreste da Sulmona

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *